Adulti in Adozione

Nei primi mesi del 2021 sarà disponibile per affidamento una gatta di circa 7 anni e mezzo viene richiesto solo un contributo per l operazione di castrazione, se volete conoscere  tutti i dettagli e foto,  VI INVITO A CONTATTARMI PRIVATAMENTE  a infogattinorvegesi@gmail.com

E' gradita un e mail di presentazione

Kiki ( l suo soprannome) è una gatta recessiva, con un estremo bisogno di affetto, che manifesta con chiari segnali a chiunque ci venga a fare visita, saltando in braccio e chiedendo coccole oppure salendo sulle gatte per fare "il pane"... Purtroppo è una gatta che sente molto la competizione con gli altri gatti, per questo motivo arriva spesso allo scontro, litiga, per poi il più delle volte, mettersi in disparte senza essere riuscita a prendere le coccole.  E' davvero una situazione penosa, sia per lei ma anche per me che vivo con continuo senso di colpa questa situazione, combattuta tra profondo affetto che ho per lei , il desiderio di tenerla con me e la consapevolezza di non poterle dare ciò di cui ha bisogno... Mi piacerebbe per lei una casa dove possa essere"gatta unica" o al massimo con un suo figlio, per poter avere affetto esclusivo, una casa dove non debba vivere questo tipo di competizione e possa sentirsi amata.. Cerco per lei una famiglia se possibile, non troppo lontana da  Parma-

 Si chiede la TASSATIVA messa in sicurezza di finestre , balconi e se presente il giardino, si chiede la costruzione di un catrun che non le permetta di fuggire(è una gatta dall animo fuggitivo!!) Si chiede inoltre disponibilità a proseguire la stessa alimentazione.  E' richiesta una visita conoscitiva.

L’adozione di un adulto

FONTE:  Morgan’s Place -  Dott.ssa Sonia Campa

 

Quando un gatto termina la sua carriera espositiva o non rientra più nel programma di selezione stabilito, di solito viene dato in adozione ad una famiglia che ne faccia richiesta e che lo voglia accudire.

La prassi vuole che il micio o la micia vengano sterilizzati e affidati a delle famiglie compatibili con il loro carattere e con il loro stile di vita.

Alcuni allevatori regalano i loro adulti sterilizzati, altri chiedono una cifra simbolica per il riaffido del micio.

Questa pratica di riaffidare gli adulti può dar luogo a critiche e pregiudizi pesanti: chi non ha mai allevato in vita sua, ha la tendenza ad accusare l’allevatore di non amare i suoi gatti e di sfruttarli, abbandonandoli quando non ne ha più bisogno.

Tuttavia, seppur non si possa escludere che nel mondo allevatoriale esistano loschi figuri più interessati al proprio tornaconto che non al benessere dei gatti, è importante comprendere questa prassi senza fare di tutta l’erba un fascio. Infatti, la prima e più importante cosa da tenere presente è che il ruolo dell’allevatore e il motivo per cui alleva non è “collezionare” gatti ma operare la selezione degli esemplari più idonei a portare avanti la razza.

Ma fare selezione significa contribuire al mantenimento del pool genetico che determina una razza in modo costruttivo e non producendo cuccioli figli sempre degli stessi genitori: infatti, per abbattere il più possibile il grado di consanguineità tra gli esemplari è necessario che ci sia un “ricambio di sangue” (e quindi di individui) costante all’interno di un allevamento. Viceversa, un gatto per il quale non esiste più un piano di riproduzione è necessario che venga castrato/sterilizzato, come si farebbe per un gatto di casa.

Fermo restando, dunque, la necessità di incrociare linee di sangue sempre nuove e quindi, inserire gatti di ceppi familiari diversi nel corso del tempo, se un allevatore tenesse con sé tutti i gatti che sterilizza, avrebbe presto problemi di sovraffollamento i quali, a loro volta, provocherebbero malessere e stress nei gatti mettendo a rischio la loro stessa igiene e salute.

Infatti, una delle cause di stress fisico e psicologico più importante nel gatto è proprio la convivenza forzata con un numero di esemplari troppo elevato: l’idea che ai gatti bastino amore e coccole per vivere bene è un autentico luogo comune. I gatti hanno bisogno anche di ampi spazi, di privacy, di attenzioni esclusive, condizioni impossibili da riprodurre in un luogo affollato di altri conspecifici.

È per questo che la scelta di un allevatore di riaffidare gli adulti a famiglie serie in cui i mici possano diventare i veri e incontrastati beniamini di casa, sempre al centro dell’attenzione, è un atto di grande responsabilità da parte dell’allevatore che tiene a mantenere i propri gatti in condizioni psico-fisiche accettabili, oltre che di immane coraggio.

Infatti, sempre fermo restando che si possa incappare anche in allevatori poco legati ai propri animali (ahimé la cronaca ce lo racconta spesso), per molti altri rinunciare alla presenza di un micio con cui hanno condiviso parte della vita familiare non è un distacco facile da affrontare.

Le raccomandazioni sono sempre le stesse: andate in allevamento, visionate personalmente il gatto, osservatelo nel suo ambiente, valutate come vengono tenuti anche gli altri gatti e non fatevi accecare dall’affido facile. Un allevatore che tiene bene TUTTI i suoi gatti (non sono quelli che vanno in expo) è sicuramente una persona che non ha fretta di sbarazzarsene.

FONTE:  Morgan’s Place -  Dott.ssa Sonia Campa

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