Isak 2020.jpg

Adulti in Adozione

LE FOTO NON SEMPRE RISPECCHIANO I GATTI IN ADOZIONE

Cercano una Famiglia Affettuosa

1 gatto femmina di circa 7 anni, un gatto maschio di circa 8 anni , 1 giovane gatto di 1anno e mezzo, 1 giovane gatto femmina di circa 1 anno

Se volete conoscere  tutti i dettagli e foto, 

VI INVITO A CONTATTARMI a infogattinorvegesi@gmail.com 

 telefonicamente 3894984632

E' gradita un e mail di presentazione

 

Si chiede la TASSATIVA messa in sicurezza di finestre , balconi e se presente il giardino, si chiede la costruzione di un "catrun"( recinto) che non permetta la fuga.

E' richiesta una visita conoscitiva al fine di stabilire se esiste un feeling fra voi e il gatto.

fenor 1 anno33.jpg

"MA PERCHE' NON LO TIENI TU??"

 

 Prefazione: questa pratica di ri-affidare gli adulti può dar luogo a critiche e pregiudizi pesanti da parte di chi non ha mai allevato in vita sua  e ha la tendenza ad accusare l’allevatore di non amare i suoi gatti e di sfruttarli, abbandonandoli quando non ne ha più bisogno.

Tuttavia, seppur non si possa escludere che nel mondo allevatoriale esistano loschi figuri più interessati al proprio tornaconto che non al benessere dei gatti, è importante comprendere questa prassi senza fare di tutta l’erba un fascio.

Infatti, la prima e più importante cosa da tenere presente è che il ruolo dell’allevatore e il motivo per cui alleva non è “collezionare” gatti ma operare la selezione degli esemplari più idonei a portare avanti la razza.

Ma fare selezione significa contribuire al mantenimento del pool genetico che determina una razza in modo costruttivo e non producendo cuccioli figli sempre degli stessi genitori: infatti, per abbattere il più possibile il grado di consanguineità tra gli esemplari è necessario che ci sia un “ricambio di sangue” (e quindi di individui) costante all’interno di un allevamento.

Viceversa, un gatto per il quale non esiste più un piano di riproduzione è necessario che venga castrato/sterilizzato, come si farebbe per un gatto di casa.

Fermo restando, dunque, la necessità di incrociare linee di sangue sempre nuove e quindi, inserire gatti di ceppi familiari diversi nel corso del tempo, se un allevatore tenesse con sé tutti i gatti che sterilizza, avrebbe presto problemi di sovraffollamento i quali, a loro volta, provocherebbero malessere e stress nei gatti mettendo a rischio la loro stessa igiene e salute.

Infatti, una delle cause di stress fisico e psicologico più importante nel gatto è proprio la convivenza forzata con un numero di esemplari troppo elevato:

l’idea che ai gatti bastino amore e coccole per vivere bene è un autentico luogo comune.

I gatti hanno bisogno anche di ampi spazi, di privacy, di attenzioni esclusive, condizioni impossibili da riprodurre in un luogo affollato di altri conspecifici.

È per questo che la scelta di un allevatore di riaffidare gli adulti a famiglie serie in cui i mici possano diventare i veri e incontrastati beniamini di casa, principesse del divano, sempre al centro dell’attenzione, è un atto di grande responsabilità e di amore da parte dell’allevatore oltre che di immane coraggio.

Infatti, sempre fermo restando che si possa incappare anche in allevatori poco legati ai propri animali (ahimé la cronaca ce lo racconta spesso), per molti altri rinunciare alla presenza di un micio con cui hanno condiviso parte della vita familiare non è un distacco facile da affrontare.

Ma come fai a darli via?!?... vuol dire che non li ami abbastanza!

Non esiste frase che mi ferisce di più!

E qui voglio parlare in prima persona come Karin, senza fare un discorso generico, ma raccontandovi la mia esperienza:

Ho iniziato la mia passione nell ormai lontano 2006, quando adottai ai il mio primo Norvegese di nome  Cagliostro, adottai poi Genny, la sua compagna e da loro nacquero Willy Wonka e Charlie Bucket.

Tutti loro sono invecchiati qui a casa con me e Genny, ad oggi ( luglio 2022)  ha 16 anni , mentre Cagliostro ,Willy e Charlie hanno oltrepassato il ponte dell' arcobaleno. Ho vissuto con loro la vecchiaia, la malattia, li ho curati e sostenuti con tutto il mio amore e dedizione , con alcuni di loro ho vissuto il calvario  che si vive con gli ammalati di tumore.... mi sono fatta in mille pezzi per accudire simultaneamente, loro , i cuccioli, gli adulti ed essere sempre presente al 100%  MA , è inutile negare che se fossero stati gatti adottati da una Famiglia e non da un allevatore, sicuramente avrebbero avuto molte più coccole che invece nonostante tutta la mia dedizione e impegno, è stato fisicamente impossibile e ho dovuto scegliere chi coccolare meno.

Tutto questo ha generato in me un senso di colpa ma anche un senso di insoddisfazione, per non avermi potuto godere a pieno i miei vecchietti...

Questo mi ha spinto a pormi molte domande e a fare alcune riflessioni: 

è amore costringere gatti castrati a vivere in un ambiente dove ci sono altri gatti che vivono conflitti legati alla condizione di gatti fertile?

E' amore  costringerli all interazione con cuccioli che  li stressano perchè vogliono sempre giocare, fino a costringerli a ritirarsi in alto per evitarli oppure a soffiare in continuazione perchè vorrebbero starsene in pace, come è giusto per un gatto adulto?

E' amore , elemosinare le mie attenzioni e carezze,  che devono essere suddivise per tutti? 

E' amore ,  tenerli con me solo perchè sento un legame cosi forte nello stomaco tale da diventare un malessere fisico, al pensiero di dividermi da loro?

E' amore collezionare gatti pensando solo al proprio dolore causato dal distacco e farli vivere in sovraffollamento?

E' amore non dargli l' opportunità, in un altra famiglia,

 di avere coccole esclusive sul divano, serenità, una casa confortevole senza doversi mettersi in disparte o dover litigare? 

Cosa significa davvero amare i miei gatti?

Non riesco a rispondere a questa domanda senza piangere...... e ascoltare  la voce che dal profondo del mio stomaco che mi urla...: 

Se non vivono sereni ...trovagli la miglior famiglia che possa fargli vivere  "l' età della pensione" come si meritano !
Hai avuto l ' onore di fare un tratto di strada con loro, ti hanno dato tanto affetto, hai visto nascere i loro figli che sono qui con te e tramanderanno la loro genealogia e  renderanno felici tante famiglie che li adotteranno.

Hai avuto l 'onore di imparare grazie a loro cosa significa rispetto di chi è diverso da te, hai imparato a prenderti cura ma a lasciar andare quando è il momento... Ogni giorno,  Allevare, è una sfida  coi propri limiti , ti insegna a confrontarti con il tuoi sentimenti e a metterli in correlazione con il benessere degli altri...

Cercare di fare il loro bene è sempre il punto principale e ...

 Credo sia un atto di grande umiltà accettare quando un nostro gatto potrebbe star meglio da un’altra parte piuttosto che a casa nostra.

Affidare il proprio gatto, che magari è nato da noi, che abbiamo cresciuto e amato, che è stato importante per il nostro allevamento, quando non vive in maniera soddisfacente a casa nostra, è un GRANDE atto d’amore in realtà...

Di amore per il Nostro gatto, che vogliamo sia felice a prescindere da dove viva.

Questo per me significa davvero amare i miei gatti. 

Se volete usare questo testo, siete pregati di citare la fonte, grazie)

 

Nelle foto qui sotto i mie amati Gatti che sono stati ri-affidati ( rehoming) 

Crystal che vive con suo nipote Sole , Castella che vive con suo figlio Nelson e Brunilde, Black Coral che vive con la sua amata Favetta, Maya che vive con suo figlio Eliodoro e suo nipote Denson.

Una speciale menzione va a queste Famiglie DAVVERO Speciali  che per accoglierli hanno creato catrun, balconi e spazi arricchiti in sicurezza e la miglior alimentazione possibile, sinonimo di Grande Rispetto e Grande Amore per loro. 

Non posso che dirvi un enorme grazie dal profondo del mio cuore per dare loro la miglior Vita possibile.