Alimentazione BARF 

GATTI , CARNIVORI OBBLIGATI

L’ acronimo “BARF” è stato usato per la prima volta da Debbie Tripp per distinguere quelle persone che alimentavano i loro cani con carne fresca e cruda e per distinguere il mangiare stesso.

Letteralmente “BARF” significa:  o Bones And Raw Foods (Ossa e cibo crudi).

La dieta BARF si compone di alimenti crudi di origine animale, incluse ossa e frattaglie. Per questo possiamo anche chiamarla Raw Diet (Dieta a crudo).

Fare BARF però non significa dare al nostro gatto carne cruda a sazietà o buttargli avanzi dalla tavola, ma piuttosto bilanciare una serie di ingredienti in modo da cercare di simulare ciò di cui si ciberebbe in natura, in modo da dare al nostro Amico una dieta completa e sicura, ma anche appagante e davvero benefica per la sua salute.“

Invito chiunque legga questa pagina a leggere e informarsi anche altrove , possibilmente rivolgendosi a un veterinario con esperienza in alimentazione naturale  che vi aiuti ad iniziare  in modo bilanciato.

Vi invito inoltre a leggere anche articoli riguardo ai dubbi sollevati da veterinari contrari a barf, ai possibili pericoli insiti in questo tipo di dieta , nonostante fare una dieta barf sia assolutamente possibile e auspicabile,  evitate il più possibile il ‘fai da te’ perché i danni alla lunga possono essere gravi e  a volte irreversibili-  BARF o alimentazione naturale, non significa dare gli scarti della tavola!

 

 

barf dieta gatti

Puoi scaricare e condividere liberamente i flyer qui sopra

1, 2, 3, 4  BARF!

ATTENZIONE!

Tutti i file che troverai qui sotto, sono a titolo di esempio, le percentuali indicate sono usate comunemente in tutto il mondo su gatti sani. Se il tuo gatto soffre di qualche patologia devi rivolgerti a  un veterinario pro barf, che formulerà una dieta appositamente studiata per il tuo gatto. Gli esempi forniti nei file, non sono formulati da nutrizionisti, ma sono indicazioni tramandate dall' esperienza di persone che usano barf da molti anni,  come la Dottoressa Veterinaria Lisa Pierson  

o il Dottore Veterinario Ian Billinghurst che non solo hanno nutrito i loro gatti e cani per 50 anni con barf, ma curano i loro pazienti con questo tipo di alimentazione.

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Di Simone Wilske tratto da Barf.it  

 

 

Sebbene il grosso della dieta nelle alimentazioni naturali a crudo si basi su carne, ossa e frattaglie, ci sono comunque delle differenze soprattutto per quel che riguarda l'uso di vegetali e integratori.

Qui di seguito riporto una breve descrizione dei diversi tipi di alimentazione naturali.

Il fine ultimo di questo post e' quello di contribuire alla conoscenza dell'alimentazione naturale a crudo e NON di stabilire quale dieta sia la migliore rispetto alle altre! 

 

Natural Rearing: Juliette de Baïracli Levy introduce l'utilizzo di carne e ossa crude, di legumi e cereali cotti, e latticini. 

Wendy Volhard et Richard Pitcairn consigliano una dieta simile, ma con della polvere d'osso al posto delle ossa intere. Barf: 

E' l'alimentazione a crudo piu' popolare, almeno in Europa.

E' stata reso pubblico nei primi anni '90 da Kymythy Schultze e dal piu' conosciuto Dr. Ian Billinghurst. 

 

BARF : consiste di ossa crude polpose, frattaglie, legumi, frutta e verdura, e supplementi come lo yogurt, la ricotta, etc. Ossa :

Carne : Frattaglie : Verdura : Frutta : Integratori :

 

Raw Feeding: Dieta composta da ossa polpose e frattaglie, senza legumi o supplementi se non occasionalmente come avanzi dalla tavola, come suggerito dal Dott. Tom Lonsdale nel suo libro "Raw Meaty Bones promotes health".

Le proporzioni sono circa 75% di polpa e 25% di osso, nel tentativo di riprodurre la preda che sarebbe mangiata in natura (prey model). Ossa : 15%Carne : 75%Frattaglie : 10%

 

Whole Feeding: Questa dieta consiste di prede intere con piume. 

 

 

Barf.it si basa sulle percentuali di una preda intera viva come nel Raw feeding inserendo integratori naturali, frutta, verdura, latticini e secondo necessità e/o piacere anche una piccola quantità di cereali come nella Barf. 

 

© Copyright Barf.it

 

 

 

Alimentare il vostro gatto con Carne Cruda o con Preda Intera

 sono due approcci olistici ( cioè naturali ) .

 

 In questa ottica la scelta degli alimenti si basa sul rispetto della fisiologia

di questo animale.

 Essendo il gatto un carnivoro obbligato, è meglio nutrirlo come tale,

cioè con una dieta a base di carne, ossa e frattaglie. 

 Si tratta di basarsi sull’idea che la dieta degli animali allo stato selvatico

sia determinata dai loro bisogni fisiologici. 

In natura gli animali scelgono d’istinto la dieta che meglio si adatta al loro metabolismo, scelta che i nostri gatti domestici non possono più fare visto che siamo noi ad occuparci dei loro bisogni quotidiani. 

La dieta Raw Feeding si basa su carne, ossa e frattaglie ed è stata messa a punto dal Dr. Tom Lonsdale, un veterinario australiano. Il principio di questa dieta è quello di copiare il più fedelmente possibile una preda intera, a partire dai suoi componenti. 

 Proporzioni del Dr. Lonsdale (raw feeding) Ossa : 15% Carne : 75% Frattaglie: 10%

 

 

---Caratteristiche specifiche del gatto.

 I gatti non hanno il metabolismo adatto a mangiare della carne avariata o per espellere le sostanze tossiche, quindi devono mangiare del cibo fresco.

 I gatti hanno infatti evoluto un senso del gusto e dell’odorato molto specifico che gli impedisce di mangiare un alimento che non sia fresco.

 Questo spiega in parte i gusti « difficili » del gatto. 

È raccomandato che il gatto mangi tutti i giorni. Non va bene far digiunare un gatto per più di 24h. A causa del loro metabolismo particolare infatti i gatti possono soffrire di una lipidosi epatica se non ricevono le quantità giuste di cibo. 

Il gatto non può sintetizzare la taurina. Queste significa che la deve assimilare con la dieta per soddisfare i propri bisogni.

 La buona notizia è che la taurina è presente in tutte le carni, soprattutto nel cuore di manzo. Dando al gatto la carne cruda, lui riceve la forma di taurina più disponibile. 

C’è però una condizione : non tritate la carne. 

Tritare la carne ne aumenta la superficie esposta all’aria. In questo modo la taurina si ossida ed è quindi meno disponibile per il gatto. 

 

 

--Come cominciare ? 

Cominciate con del pollame senza osso per almeno 3 giorni.

 Se le feci sono normali potete introdurre le ossa, un poco alla volta. 

All’inizio i colli di pollo sono l’alimento ideale per i gatti. 

Se tutto va bene allora potete aggiungere un tipo di carne e dopo le frattaglie. 

Ricordate che bisogna introdurre i nuovi alimenti uno alla volta e mai tutti insieme. 

Pasti equilibrati sul lungo periodo.

 Non dimenticate che la dieta del vostro gatto si equilibra su un periodo dall’una alle due settimane. Questa significa che se non date tutti gli alimenti un giorno, potete darli quello successivo o anche quello dopo ancora. 

 

 

--Alimenti da evitare:

 Salmone del Pacifico, carne di maiale in quei paesi dove è ancora presente la pseudorabbia (malattia d'Aujeszky) e il cinghiale, indipendentemente dal paese, visto che è portatore di questa malattia. 

Evitate tutti gli alimenti che non sono carne.

 Il gatto non è adatto a mangiare una dieta barf (che prevede le verdure), mentre si adatta perfettamente alla dieta Raw Feeding. 

 

--Quantità consigliate: 

Adulto : 2-3 % del peso corporeo . Cucciolo : 6-10 % del peso corporeo o a volontà Da adattare alle esigenza di ogni gatto ! 

 

--Pasti al giorno Da 3 a 4 mesi : 4 o a volontà Da 4 a 12 mesi : 2-3 Dai 12 mesi : 1-2 

 

--Alimenti consigliati Pollo, quaglia, agnello, manzo, maiale, pecora, tacchino, anatra, pesce, crostacei, capra, capriolo, coniglio, topi, ratti, pulcini, uova e frattaglie Tutto è crudo !  Non date mai ossa cotte !  Non date cereali e verdure !

 

Tradotto da www.barf.ch 

Scritto dal Veterinario Dr David Bettio,

CENTRO OMEOPATICO VETERINARIO OLIKOS - Parma-

 

 

In questa pagina voglio condividere con voi alcune riflessioni che ho fatto e sto facendo sulla nutrizione naturale dei nostri animali, con particolare riferimento ai cani e gatti. Queste riflessioni nascono dalle osservazioni cliniche di più di 10 anni di pratica veterinaria, alla luce dei preziosi insegnamenti del caro amico e collega Belga Eric Vanden Eynde, veterinario omeopata e bionutrizionista.

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Una dieta sana e bilanciata è necessaria. 

Sentiamo dire da tutti i medici che il benessere passa  anche attraverso l’alimentazione.

Quindi cibo sano è alla base della nostra salute. Mangiare cibi diversi (carne, uova, pasta, riso, verdure, frutta) e freschi è ciò che facciamo quotidianamente.

Nessuno si sognerebbe di ingerire cibi preconfezionati per tutta la vita, vero? Meglio pane e marmellata che una merendina confezionata, vero? E perché non dovrebbe essere così anche per i nostri animali? La nutrizione è un elemento fondamentale  per la crescita psichica e fisica dei nostri animali.

 L’idea che esista un pet-food in grado di fornire a cani e gatti tutti i nutrienti di cui avranno bisogno durante il corso della propria esistenza è un mito, così come credere che non ci possano essere delle conseguenze date da un tale tipo di alimentazione.

Benchè io sappia che non è facile da dimostrare in modo analitico, credo che mangiare cibo di produzione industriale, equivalga a mangiarsi anche tutto il processo industriale che lo produce. E questo ha delle conseguenze importanti sulla salute dei nostri animali. Gli sforzi delle industrie alimentari del pet-food sono in qualche modo apprezzabili perché servono la necessità di avere un cibo conservabile, disponibile e comodo nell’utilizzo. Ma questo tipo di cibo sembra fabbricato più per andare in contro alle nostre comodità, più che al benessere e alla salute dei nostri cani e gatti. Con questo non voglio fare una crociata contro le crocchette e il cibo inscatolato, ma affrontare la nutrizione e alimentazione con un certo senso critico, rispetto ad alcune scelte che oggi facciamo in modo quasi automatico, sia come veterinari che come proprietari di animali.

La prima considerazione da fare è che il cibo non è solo un alimento, rappresenta unanutrizione. Come già diceva Ippocrate (uno dei padri della medicina) a cavallo del 400 a.C., l’alimento è in stretta relazione con il nostro stato di salute. Lo ripeto, nessun medico consiglierebbe una dieta a base di cibo inscatolato, ma tutti consigliano una dieta a base di cibo fresco, di cibo che non contiene conservanti o addittivi chimici e le cui materie prime siano più sane possibile, tipo quelle provenienti da coltura o allevamento biologico e biodinamico. Come nessun medico consiglierebbe di iniziare o continuare a fumare sigarette, perché è stata dimostrata la stretta correlazione tra il fumo e il tumore al polmone.

La nutrizione, quindi, contiene in se gli elementi essenziali come proteine, grassi, carboidrati, fibre, micro-macro elementi, vitamine etc etc,  ma anche degli elementi ‘sottili’, elementi legati al modo di mangiare o di proporre il cibo, alle materie dalle quali derivano i cibi che utilizziamo per le nostre ricette, principi legati alla sfera emotiva, del gusto, del rapporto.

I cani sono “mangiatori opportunisti” ed hanno, perciò, sviluppato un’anatomia ed una fisiologia digestiva che consentono loro di digerire e di utilizzare una gran varietà di alimenti. Le esigenze nutritive di cane e gatto sono molteplici perciò una razione completa deve fornire:

  • l’energia in quantità pari a quella liberata dall’organismo animale sotto forma di calore, a quella ritenuta dall’organismo stesso nei propri tessuti nel corso dell’accrescimento o a quella trasferita nella produzione di latte o feti;

  • le proteine e gli eventuali aminoacidi essenziali, le sostanze minerali, le vitamine e gli acidi grassi essenziali in quantità sufficienti a far fronte alle esigenze vitali degli animali e a quelle connesse alle produzioni

 

Le quantità che devono essere fornite di questi principi nutritivi non sono le stesse per tutta la durata della vita dell’animale ma, ovviamente, variano anche solo considerando gli stadi fisiologici (e, a maggior ragione, se subentrano stati patologici).

Il proporre e offrire il cibo al nostro animale non è un mero gesto meccanico di sopravvivenza.  Contiene in se molti altri messaggi: primo tra tutti, e più ovvio e conosciuto,  il messaggio di consolidamento del rapporto tra conduttore e animale; secondo e non meno importante, ma del quale ci siamo dimenticati, è il rapporto tra animale e ambiente, il rapporto tra cibo e natura, tra l’animale e la sua esperienza del mondo attraverso il cibo.

Ciò si può attuare solamente se il cibo è naturale, sano e fresco poiché è l’unico che contiene in se l’essenza vitale di tutti i suoi elementi.

Capisco che attuare un piano dietetico casalingo che non è facile per tutti. Viviamo una vita spesso fuori casa e il tempo da dedicare al cibo rimane poco anche per noi, figuriamoci per i nostri animali. Ma esistono degli stratagemmi che ci posso aiutare in questo, ci sono delle piccole strategie nella preparazione del cibo che possono orientarci verso il vero benessere dei nostri cani e gatti.

In seguito troverete alcuni suggerimenti per la nutrizione casalinga, sana e fresca.

In mancanza di possibilità di attuazione di una dieta casalinga, si può ricorrere al cibo confezionato (umido e secco). In questo caso consiglio di prendere un alimento confezionato le cui materie prime sono di origine biologica certificata. Prendere in considerazione il biologico è capire come cibo-ambiente-animale-uomo sono in stretto rapporto e a cascata con la salute del cittadino – quindi anche degli animali – e dell’ecosistema.  Utilizzare materie prime derivanti dal colture e allevamenti biologici e biodinamici ha un ampio significato, non solo sull’impatto sanitario dei nostri animali, ma anche dal punto di vista ecologico, economico ed etico.

Elencherò alcuni suggerimenti per diete casalinghe per il cane e il gatto, elaborate assieme al Dr. Med. Vet. Eric Vanden Eynde, veterinario bionutrizionista. E’ da tenere presente che ogni animale ha delle esigenze nutrizionali proprie in base all’età, sesso, attività e condizioni fisio-patologiche. Di conseguenza questi suggerimenti sono da ritenersi come indicazione generale.

Le diete formulate tengono conto dei fabbisogni essenziali di cani e gatti, ma bisogna osservare che ogni animale deve avere una dieta personalizzata perchè il fabbisogno energetico dipende da tante variabili, le più comuni sono: razza, sesso, età, peso, attività, stagionalità, eventuali stati patologici in atto (per i quali devono essere formulate diete particolari).

I fabbisogni energetici sono dati da fonti proteiche, grassi, minerali e vitamine, carboidrati.

Particolare attenziona va fatta alla somministrazione nella dieta di carboidrati, infatti I “carboidrati sono largamente inclusi nell’alimentazione degli animali da compagnia sia per questioni legate alla tecnologia di produzione dei mangimi sia perché rappresentano un’importante fonte energetica. Nonostante ciò non esistono dei veri e propri fabbisogni specifici per i carboidrati poiché il glucosio da questi apportato può anche essere ottenuto attraverso gli aminoacidi glucogenetici o attraverso il glicerolo derivante dai grassi” (fonte Vetpedia >>).

Cani e  gatti sono carnivori, di conseguenza i carboidrati hanno poca rilevanza rispetto ai loro bisogni nutrizionali.  Il gatto produce 1/3 dell’amilasi prodotta dal cane, quindi una dieta ricca di carboidrati, oltre che a provocare sovrappeso e obesità, può determinare gravi problemi intestinali legati a intolleranze ai cereali.

Lo stomaco dei gatti è poco adatto alla digestione dei cerali. Tra l’altro si usano cerali raffinati e non integrali bio. I danni più grossi sono oggi forniti dal cibo secco industriale che, ricco di aromi appetibili ma indigesti, ha trasformato agili carnivori in bestie sovvrapeso, apatiche, depresse e avide di cibo perché disperatamente alla ricerca di vitamine, sali minerali, aminoacidi, oligoelementi, che  non riesocno a trovare nella ciotola quotidiana.

Cereali raffinati immettendo in circolo quantità grosse di glucosio , stimolano il pancreas a rendere disponibile grandi quantità di insulina a causa dell’impennarsi della glicemia, con problemi di obesità. Va sempre ribadito che il metabolismo dei carnivori è in grado di trarre il glucosio anche dalle proteine (glicogenesi) e anche dai vegetali.

 Quindi: abolire mangimi ricchi di cereali dalla dieta di cani e gatti.

In commercio esistono crocchette e scatolette biologiche prive di farine e cereali che si adattano alle reali esigenze biofisiologiche e dell’etogramma alimentare dei cani e dei gatti (da Medicina Naturale e integrazione complementare di Lorena di Modugno Danesi, ed. tecniche nuove).

La dieta migliore rimane sempre la dieta casalinga!

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Per saperne di più visita il sito di OIKOS 

 

Esigenze nutrizionali:

 

 

 

Perche il Mais e i Cereali sono dannosi per il Cane e Gatto ?

Le Lectine sono delle proteine presenti nel Mais e Frumento ,queste proteine, lasciando lo stomaco dopo la digestione ed entrando nel circolo sanguigno vanno a depositarsi nei vari organi producendo delle reazioni immunitarie anticorpali che portano, in soggetti predisposti, alla distruzione di parti di organi come la Tiroide o il Pancreas oppure possono produrre addirittura una reazione di agglutinazione sanguigna

 

 Il Mais e’ ricco di Lectine che si legano a i villi intestinali provocando infiammazione e alterata permeabilita’ intestinale

 Il Mais e’ proinfiammatorio con alto indice glicemico provoca intolleranza alimentare

La Leptina  e La Grelina sono due ormoni che giocano un ruolo fondamentale nei meccanismi molecolari che regolano l’appetito eil senso di sazieta’ insieme ad alcuni processi mentali. Il cervello, infatti, è in grado di controllare il metabolismo basandosi sulle aspettative: vedo qualcosa che mi piace, mi viene fame. Tali effetti dipendono sempre dai segnali nell’ipotalamo, la regione del cervello deputata a mantenere l’equilibrio energetico. Vediamo come questi due aspetti – quello mentale e quello legato agli ormoni – interagiscono determinando l’accumulo di chili.

 La Leptina è un ormone che controlla il peso corporeo, regolando l’assunzione del cibo e il dispendio energetico: circola nel sangue e arriva al cervello e gli dice “basta cibo, ti faccio sentire sazio perché le riserve energetiche sono più che sufficienti”. Se manca il recettore della leptina (disfunzione genetica molto rara), si mangia molto e di tutto, anche ciò che non soddisfa il palato. Se la leptina regola le quantità di cibo da assumere, la Grelina, invece, stimola l’appetito: oltre che nello stomaco, è prodotta dai neuroni in una zona precisa dell’ipotalamo; aumenta in caso di stress cronico, una condizione che favorisce l’assunzione di cibi altamente calorici e ricchi di grassi.

 La secrezione di Leptina, come quella di altri ormoni, ha un ritmo circadiano e aumenta durante la notte. La sua secrezione è stimolata da glucocorticoidi, insulina, TNF-α ed estrogeni. È inibita da attività β-adrenergica, androgeni, acidi grassi, GH e ormoni tiroidei.

I recettori della leptina, che appartengono alla famiglia dei recettori delle citochine di classe 1, sono ubiquitari nel corpo indicando il ruolo generale di questo ormone

 La leptina, oltre a regolare l’assunzione di cibo e il controllo energetico, interviene su diversi assi endocrini e sembra avere un importante ruolo nel legame tra tessuto adiposo, centri ipotalamici che regolano l’omeostasi energetica e sistema riproduttivo.

L’asse ipotalamo-ipofisi-tiroide viene regolato dalla leptina. In condizioni di malnutrizione si ha una riduzione della produzione di leptina e dell’attività dell’asse tiroideo (TRH-TSH e ormoni tiroidei), come meccanismo adattivo per ridurre il dispendio energetico

 La regolazione dei livelli plasmatici di Leptina è dovuta alla quantità di adipociti, ma anche a diversi fattori endocrinologici. Il principale fra questi è il livello di insulina, che, quando basso, diminuisce la sintesi di leptina; livelli non elevati di insulina sono infatti tipici di stati di digiuno, e la leptina, che svolge un ruolo fondamentale nella regolazione dell’appetito, viene di conseguenza inibita

 Le Lectine nel Mais e Frumento creano una resistenza all’insulina

 Le lectine si legano all’insulina creando resistenza cio’ aumenta la glicemia e difficilmente si bruciano i grassi provocando obesita’ e diabete

 Chi ha sensibilita’ al glutine presenta parete intestinale permeabile e sistema immunitario reattivo

con predisposizione ad allergie atopiche ,malattie autoimmuni

 I cereali danneggiano la parete intestinale. Se l’intestino è danneggiato le sostanze nutritive non vengono assorbite con malassorbimento e dimagrimento e la IBD una malattie infiammatoria intestinale che spesso si trasforma in tumore intestinale

 Le cause che scatenano una Celiachia  possono essere : trauma fisico, gravidanza , infezioni virali e batteriche oltre allo strss

 I cereali danneggiano la cistifellea e la produzione di bile,con una maggiore predisposizione alla colecistite e stasi biliare

 Inoltre contengono degli antinutrienti chiamati fitati che si legano potentemente agli ioni di metallo (calcio, magnesio, zinco, ferro) e li rendono indisponibili per l’assorbimento ,durante l’accrescimento i fitati possono essere responsabili dei disturbi di accrescimento e ritardo di maturazione cartilaginea nel cucciolo

 Una volta che il tessuto intestinale è danneggiato, aumenta in modo esponenziale il rischio di ammalarsi di cancro o malattie autoimmuni.

 L’alterata permeabilità intestinale e le risposte autoimmuni possono causare :diabete di tipo I ,mielopatie degenerative, artrite reumatoide,  encefaliti , linfoma ipotiroidismo,allergie cutanee, ecc

 Non solo i cereali alzano i livelli di insulina, sconvolgono l’equilibrio degli acidi grassi (omega3 – omega6) e irritano l’intestino, ma possono anche creare dipendenza. I cereali, e in particolare quelli con il glutine, contengono molecole che stimolano i recettori oppioidi del cervello, gli stessi che vengono stimolati ad esempio dall’eroina. Inoltre, a causa del malfunzionamento di determinati messaggeri chimici e ormoni implicati nel processo digestivo, la gran parte dei segnali di sazietà vengono interrotti.

 I cereali contengono delle proteine chiamate lectine che sono dannose per diverse ragioni:

 Non vengono scomposte nel corso del normale processo digestivo. Ciò implica che grandi proteine rimangono intatte nell’intestino. In sostanza, le lectine sono molto difficili da digerire. I cereali contengono anche inibitori della proteasi, che bloccano ulteriormente la digestione delle lectine.

Si attaccano ai recettori presenti nel lume intestinale e vengono trasportateintatte attraverso le pareti dell’intestino (“ingannando” le molecole di trasporto incaricate di portare fuori dall’intestino aminoacidi e zuccheri).
 

L’organismo scambia queste proteine, grandi e intatte, per invasori esterni (batteri, virus, parassiti). L’intestino è spesso sede di infezioni causate appunto da batteri e virus, e il sistema immunitario è lì, pronto a eliminare gli agenti patogeni. Non solo l’agglutinina (glutine) entra intatta nel nostro organismo,danneggia  le pareti intestinali, permettendo anche ad altre proteine di entrare in circolo. Il sistema immunitario attacca queste proteine estranee producendo anticorpi volti a contrastarle, il problema è che queste proteine tendono a essere simili alle proteine che compongono lo stesso organismo attaccando il proprio corpo  Ma non è solo il grano ad essere problematico quando si parla di intestino permeabile. Altre sostanze possono danneggiare l’ apparato digerente. . Anche le patate contengono lectine  pericolose, quindi se siamo in presenza di una malattia autoimmune potrebbe non essere una cattiva idea eliminare o ridurre questi alimenti.

 

 Farina di Cereali e Mais effetti  negativi:

 

1)alzano i livelli di insulina

 

2)promuovono la resistenza all’insulina e apre la strada al diabete e all’infiammazione cronica

 

3)resistenza alla peptina (ormone della sazieta’ che promuove la riduzione del peso accellerando il  metabolismo) con rallentando il metabolismo e riduzione sazieta’

 

4)stimolano l’infiammazione in colture di globuli bianchi

 

5)le lectine promuovono la formazione di coaguli nelle arterie ,possono aderire alle biforcazioni e pareti vascolari favorendo la formazione di trombi con maggiore predisposizione ad valvulopatie e trombosi.

 

Scritto da dott Alessandro Prota

Studioso di Medicina Naturale Veterinaria

LA TIROSINA

La Tirosina è un altro aminoacido importante nei gatti.

 Essa gioca un ruolo importante nella sintesi e nell omeostasi della melanina,

 il pigmento dei capelli e pelle nera. 

Una carenza è comunemente osservata nei gatti  con il pelo nero che diventa bruno-rossastro. 

Questo cambiamento può essere invertito aumento i livelli di tirosina attraverso diete

ricche di proteine derivate ​​animali.

 

La tirosina è un amminoacido importantissimo per l'organismo ;

il suo apporto alimentare non è essenziale ma può diventarlo in condizioni di carenza di fenilalanina. 

Oltre ad essere ricavata dagli alimenti, la tirosina può infatti essere sintetizzata a partire dalla fenilalanina, per semplice aggiunta di un gruppo ossidrilico (OH) al suo anello aromatico. Essendo quest'ultima un amminoacido essenziale, la tirosina viene fatta rientrare nella categoria degli aminoacidi semiessenziali.

Funzioni della tirosina e potenziali benefici degli integratori di tirosina

La tirosina è l'amminoacido di partenza per la sintesi di importanti neurotrasmettitori, come la dopamina, l'adrenalina e la noradrenalina. Queste ultime due sostanze sono importantissime per il processo di adattamento a stress psicofisici intensi ed improvvisi. Per questo motivo alla tirosina vengono ascritte proprietà adattogene, utili per migliorare la risposta dell'organismo a stress di varia natura. Non a caso questo amminoacido veniva assunto a dosi elevate dai piloti dei cacciabombardieri impegnati nella guerra delle Falkland, allo scopo di rimanere svegli più a lungo ed elevare la soglia di attenzione.

Poiché la tirosina è precorritrice della dopamina e della noradrenalina, i cui livelli tendono ad essere bassi nelle persone depresse, l'integrazione di questo amminoacido è stata proposta come coadiuvante per il trattamento degli episodi depressivi minori.

 

La tirosina è necessaria anche per la sintesi di melanina, il pigmento cutaneo responsabile dell'abbronzatura e del colore della pelle, ma anche di quello degli occhi e dei capelli.

Partecipa inoltre alla sintesi di svariati ormoni, come quelli tiroidei, oltre ad intervenire nella sintesi proteica e rientrare così nella maggior parte delle strutture proteiche dell'organismo.

Le dosi terapeutiche o di integrazione normalmente consigliate sono di 500-1000 mg di L-tirosina, da assumersi tre volte al giorno prima dei pasti principali.

Per migliorare lo stato di veglia, riducendo il bisogno di dormire, si raccomandano dosaggi nell'ordine dei 150 mg per kg di peso corporeo.

 

Alimenti che contengono la tirosina

Tutti i valori si riferiscono a 100 grammi di alimento ( fonte: http://www.valori-alimenti.com/cerca/tirosina.php)

 

LEGGERE LE ETICHETTE DEI CIBI CONFEZIONATI

 

"Un ringraziamento di vero cuore alla dott.ssa Di Petta per il suo eccellente lavoro e la disponibilità affinchè questo articolo potesse essere a tutti divulgato"


di Gloria Di Petta - Medico Veterinario 

 

A partire della nascita degli alimenti secchi (1860), passando per la loro diffusione di massa (1970), la maggior parte dei produttori si è concentrata sui costi e convenienza a spese della qualità nutrizionale. Questo spiega la prevalenza dei cereali a buon mercato e dei sottoprodotti che, sebbene poco adatti per la nutrizione del cane, possono essere lavorati facilmente per ottenere alimenti a basso costo e di lunga conservazione. La storia ci dimostra come i cani si siano adattati a “sopravvivere” anche con alimenti di tal genere, essendo carnivori “non stretti”, ma l’importante è avere a mente il concetto di “alimentazione ottimale” per poi fare le dovute considerazioni ed adattamenti, scegliendo quella che meglio si adatta alle esigenze del nostro amico a quattro zampe. 

 

Il primo alimento prodotto specificatamente per il cane fu creato nel 1860 da un elettricista americano, James Spratt, che sviluppò l’idea della “torta per cani” – fatta di grano, verdure e sangue bovino. Altre società seguirono quest’idea e così gli alimenti per cani a base di cereali cotti al forno entrarono nel mercato degli alimenti per animali, fino ad allora dominato dalle macellerie. 

Gli anni ’30 videro l’introduzione nel mercato, da parte della Gaines Food Company, di alimenti secchi a base di farine di carne. Per società quali Nabisco, Qauker e General Food l’emergente mercato del pet food ha rappresentato l’occasione giusta per trarre profitto da sottoprodotti altrimenti inutilizzabili. Venduti grazie al vantaggio principale dell’economicità questi prodotti contenevano elevate inclusioni di cereali che garantivano una più lunga shelf-life, mentre i loro carboidrati apportavano calorie a buon mercato. 

 

-SimoneG&GDeBeauvoire-

Negli anni ’60 si svilupparono nuovi dibattiti, i produttori affermavano che i loro prodotti erano di buona qualità in quanto impiegavano gli scarti di lavorazione dei cereali e carni altrimenti inutilizzabili per l’alimentazione umana; per quanto coscienti del fatto che le carni fresche e verdure fossero alimenti di eccellente qualità, i produttori sostenevano tuttavia che cani e gatti potevano essere nutriti in modo poco costoso con scarti industriali e comunque rimanere in salute! Le grosse industrie di lavorazione dei cereali continuavano quindi ad avere un buon mercato per i loro sottoprodotti, mentre i macelli beneficiavano di un mercato per i loro scarti di macellazione che altrimenti sarebbero stati solo un costo. 

Negli anni ’70 la convenienza era la prima argomentazione di vendita per gli alimenti confezionati per cani. Versare pezzi secchi di cibo in una ciotola era di gran lunga più veloce che cucinare e preparare in casa il pasto del proprio cane. Le società produttrici cominciarono a dichiarare che i loro prodotti erano completi, non avevano quindi bisogno di alcun aggiunta od integrazione, aggiungendo inoltre che gli scarti della cucina erano pericolosi per la salute del cane. 

Negli anni ’80 nascevano i mangimi “super-premium” che venivano descritti come più nutrienti rispetto agli altri ed in grado di offrire una gamma di prodotti specializzati per le diverse fasi di vita mentre la grande maggioranza degli alimenti “Premium” ancora impiegava la vecchia concezione: tanti cereali, tanti carboidrati, poca carne e poche proteine. 

 

Per fortuna negli anni ’90 i consumatori diventarono più preparati e, dopo aver realizzato l’importanza della nutrizione nella loro vita, cominciarono a leggere con attenzione sempre crescente le etichette degli alimenti per cani. Questo portò alla nascita dei cosiddetti alimenti “Olistici” ed i produttori iniziarono a mettere in risalto alcuni specifici ingredienti (come i cereali biologici) che affascinavano i consumatori, piuttosto che essere di un qualche beneficio per i loro cani. Quasi tutti gli alimenti “olistici” sono comunque costituiti per la maggior parte da cereali e carboidrati e sono tutto TRANNE che olistici se visti dal punto di vista dell’animale. 

 

Sebbene il mercato del pet food si evolva gli alimenti stessi continuano ad essere costituiti, in modo preponderante, da ingredienti fortemente lavorati visto che la stragrande maggioranza degli alimenti convenzionali odierni per cani ancora è costituita per lo più dal 50% di cereali e quasi altrettanti carboidrati. D’altra parte è vero anche che, dal punto di vista industriale, per poter costituire la crocchetta e fornire la struttura necessaria per tenere insieme carne e grassi, tutti gli alimenti secchi necessitano di una certa quantità di carboidrati. Considerando tutte le allergie e le malattie croniche che affliggono i nostri cani, possiamo ancora ritenere gli attuali alimenti davvero salutari? Sebbene i consumatori di oggi siano meglio informati e sempre più attenti agli ingredienti degli alimenti destinati ai loro animali, la maggior parte delle persone non è conscia del contenuto in carboidrati di questi prodotti (anche perché non è obbligatorio dichiararli in etichetta!) e cosa ben più grave non sa valutare la qualità delle proteine e dei grassi ivi contenuti. I cereali sono ampiamente considerati salutari per l’uomo e gli alimenti secchi sono sempre stati prodotti con cereali – le due principali ragioni per cui i consumatori accettano i cereali come componente della dieta del proprio animale. I cereali ci sono sempre stati quindi raramente sono stai messi in discussione. Nonostante i progressi del marketing – Premium, Superpremium, Ultrapremium, “Raccomandato dai veterinari” e alimenti 

olistici gli alimenti non sono cambiati di molto negli ultimi 40 anni. Gli alimenti convenzionali sono prodotti sempre dalle stesse compagnie e sono ancora poveri in proteine, ricchi in carboidrati e con elevate inclusioni di cereali. Come dimostra la storia i produttori creano alimenti studiati principalmente per attrarre i consumatori: questo viene realizzato abbassando i costi di produzione e proponendo la massima convenienza al cliente piuttosto che realizzando un prodotto più adatto alle esigenze del cane. 

 

In definitiva quindi quale è l’alimento migliore e più naturale per il nostro cane? 

 

Per rispondere a questa domanda riprendiamo il concetto di “alimentazione biologicamente appropriata” comprendente un’ampia varietà di carni fresche, ricca di proteine, con un moderato contenuto in grassi e povera di carboidrati. Grossi quantitativi di cereali e carboidrati NON sono certamente appropriati per il cane! Le diete biologicamente appropriate infatti sono ricche di ingredienti animali freschi che apportano proteine, grassi, carboidrati, vitamine e minerali nei giusti quantitativi e rapporti (in quanto calibrati sulle capacità digestive dell’animale). 

 

In forma di alimento secco un alimento ideale dovrebbe allora contenere: 

 

•ABBONDANZA DI PROTEINE ANIMALI grazie a formulazioni ad elevata 

concentrazione di carne. 

• ELEVATE INCLUSIONI DI DIVERSE CARNI FRESCHE da varie fonti animali. 

• BASSO TENORE DI CARBOIDRATI ed in particolare mancanza di cereali iperglicemizzanti. 

• GRASSI ESSENZIALI DI ORIGINE ANIMALE (carne e pesce) – e non vegetale. 

• FRUTTA, VERDURA ED ESSENZE BOTANICHE dalla valenza omeopatica. 

• NESSUN ECCESSO o sovraddosaggio di CALCIO E FOSFORO. 

 

Detto questo è bene fare le ultime considerazioni a proposito dell'etichetta presente sul sacco dei mangimi, in genere scritta in piccolo, quasi invisibile, e nella parte posteriore della confezione! Quanti di voi perdono quei 5-10 minuti a leggerla prima di acquistare un mangime piuttosto che un altro? A differenza di quanto si creda saperla interpretare è di fondamentale importanza per capire quello che si sta acquistando per il nostro amico! Voi non lo fate abitualmente per i vostri alimenti al supermercato? Fortunatamente la legislazione italiana obbliga i produttori ad allegare etichette chiare con diciture complete degli ingredienti, dichiarati per natura, quantità e composizione, in ordine decrescente, pesati in grammi, etichette davvero ben fatte, come le chiamo io le “etichette trasparenti”, grazie alle quali capisci senza ombra di dubbio la qualità del prodotto che vorresti comprare! 

 

L’etichetta dei mangimi al altre parole è come la “carta di identità del mangime stesso”, che ci indica in maniera univoca la bontà di quanto stiamo acquistando per il nostro cane. Grazie all’etichetta infatti possiamo decidere se quanto acquistato risponde realmente alle nostre esigenze e soprattutto ci fa evitare di pagare un mangime di bassa qualità quanto uno di fascia superiore… Non sempre infatti qualità e prezzo vanno di pari passo, anzi, molto spesso è valevole il contrario. Per quale motivo? Cosa realmente incide sul prezzo della confezione? A differenza di quanto vorremmo sentirci dire, ad esempio che la qualità delle materie prime ha il maggior peso sul prezzo finale, vi rivelo che al primo posto c’è il marketing; pensate che ci sono persone, ben pagate dalle aziende, che studiano dalla mattina alla sera il colore, la forma e il materiale con cui fabbricare la confezione del sacco di mangime che generalmente viene rinnovato di anno in anno, altre persone che studiano il nome più attraente da dargli, altre ancora che pensano a che forma dare alla confezione, se farla tutta di carta oppure plastificata, se con la chiusura a cerniera (salva freschezza) oppure con la sutura a filo di cotone (quello che si sfila con una leggera trazione) ed ancora quale immagine 

stamparvi sopra, se inserire l’immagine degli ingredienti o mettere quella di un cane “felice”, se fare una linea solo per allevatori oppure anche una per la piccola distribuzione al dettaglio; pensate poi agli stand pubblicitari nelle maggiori manifestazioni del settore, esposizioni di bellezza e gare di lavoro che siano, pensate ai gadget promozionali che vi regalano in ogni occasione, ai depliant informativi, alle penne che mostrano il logo aziendale in bella mostra, ai taccuini, alla pubblicità in televisione e sulle riviste specializzate ecc… se vi siete fatti un’idea pensate che voi pagate innanzitutto questo!! Non ho ancora parlato di importazione: è evidente che il mercato italiano è letteralmente invaso da marche straniere, in primis quelle americane e canadesi, e non pensiate che questo incida poco sul prezzo finale di vendita. E’ ovvio che, dalla produzione al dettaglio, il prezzo del sacco aumenta proporzionalmente al numero di passaggi a cui viene sottoposto. Ne consegue che un prodotto italiano, meglio se poco pubblicizzato e conosciuto, ha un costo 

nettamente più basso di un analogo prodotto concorrente americano!! La differenza qualitativa e quantitativa, tra l’uno e l’altro, sta tutto nell’etichetta…. a patto di essere in grado di leggerla e “decifrarla”. Non fatevi quindi trarre in inganno dal solo prezzo perché prezzo basso non significa necessariamente pessima qualità (in molti casi sì, purtroppo), così come cifre più alte non corrispondono necessariamente ad una miglior qualità della miscela. 

 

Riassumiamo adesso i fattori che incidono sul costo delle crocchette, riportandoli in ordine puramente casuale: 

 

1. Qualità e tipo di materie prime (occhio alle certificazioni se le materie prime sono definite biologiche e, soprattutto controllare sempre che la produzione ottemperi la normativa ISO9001 e rispetti il protocollo HACCP); quello che conta non è la quantità di proteine ma la loro origine! Se il mangime è a base di carne o pesce, le proteine saranno altamente assorbili e metabolizzabili, se invece il mangime è composto da derivati o le proteine sono di origine vegetale saranno di valore biologico più basso, meno assimilabili e quindi meno nutrienti. 

2. Spese sostenute per la ricerca di una formulazione ottimale (ci sono ditte che investono sulla ricerca sviluppando le varie formule con l’aiuto di veterinari alimentaristi e altre che invece non lo fanno; talune aziende possono addirittura limitarsi a copiare la formulazione dei mangimi di fascia superiore utilizzando per contro materie prime di più bassa qualità…); 

3. Spese di trasporto e cambio di valuta per l’acquisto, se l'alimento è prodotto all'estero (in tal caso deve essere ben specificato e riportato in etichetta!): come abbiamo già detto, a parità di qualità, un mangime prodotto in Italia costerà molto meno di uno importato dall’estero; 

4. Confezione, pubblicità, sponsorizzazioni e gadgets (anche se non è la pubblicità a fare di un buon mangime un cattivo alimento e viceversa); 

5. Resa effettiva: prendiamo due sacchi di mangime dal peso identico, supponiamo che il cibo A costi 100 e il cibo B costi 60. Il cibo B è effettivamente più conveniente del cibo A? In tal caso dobbiamo valutare non tanto il costo al Kg ma bensì il costo della singola dose. Se per il mangime A la razione di mantenimento viene indicata essere di 250 g giornalieri e quella del mangime B di 500 g, è chiaro che il mangime A, nonostante la differenza di costo iniziale, è più conveniente del B. Tra l’altro questo risulta vero soprattutto confrontando le dosi di mantenimento tra una miscela premium ed una superpremium: esse differiscono per 

la quantità di crocchette giornaliere, indicate come dose di mantenimento, suggerite dal produttore. In un premium infatti i dosaggi giornalieri indicati sono sensibilmente più alti rispetto a quelli del superpremium e questo si concretizza in un maggior volume di materiale fecale (che non è altro che la quantità di scorie inutilizzate dal cane e successivamente espulse), in altre parole con una miscela premium aumenta “lo scarto”… 

6. Tipologia di mangime, mi riferisco a quelli cosiddetti “completi”: contengono tutti i principi nutritivi necessari per soddisfare le esigenze di ogni animale, questa categoria si suddivide a sua volta in prodotti economici, prodotti Premium, prodotti Super Premium, ed inseriti in queste due ultime categorie i prodotti biologici ed i prodotti olistici. Ognuna di queste categorie ha delle caratteristiche diverse in base alla qualità degli ingredienti usati, alla quantità e alla lavorazione degli stessi. I prodotti economici, in genere hanno come 

primo ingrediente i cereali, i sottoprodotti di origine animale o vegetale e integrazioni vitaminiche sintetiche, inoltre sono conservati con antiossidanti chimici anche se ammessi dalla CEE (BHA, ecc.). I prodotti definiti Premium sono di categoria migliore rispetto quelli più economici ma non hanno ingredienti qualificati e spesso sono usati i sottoprodotti delle carni e dei vegetali. I prodotti Super Premium, invece, si identificano per la qualità del prodotto finito, le carni sono del tipo “per uso umano”, i cereali di buona qualità inoltre sono 

arricchiti con uova, lievito di birra, verdure e sono integrati da vitamine e sali minerali al fine di ottenere un ottimo alimento ben equilibrato che contenga tutti i requisiti per lo sviluppo e il mantenimento della buona salute dei nostri animali. I prodotti biologici devono riportare sulla confezione la garanzia dell’ente certificatore. Il prodotto biologico inoltre è sicuro per l’assenza di prodotti chimici (antiparassitari nei cereali), le carni sono prive di ormoni e antibiotici ma, non sempre sono ben formulati sotto il profilo nutrizionale: capita frequentemente di trovare formule di mangimi biologici la cui base è composta dai cereali 

o/e sottoprodotti di origine animale o vegetale (anche se biologici sono pur sempre sottoprodotti!). Infine è doveroso precisare, per dissipare eventuali ed inevitabili dubbi, che per la produzione dei mangimi animali si utilizzano sempre e solo carni che hanno superato la visita veterinaria per il consumo umano, ma che non vengono destinate al mercato per motivi "commerciali" (troppo grasse, troppo fibrose, troppo scure o troppo chiare...o semplicemente perché quantitativamente in eccesso rispetto alle esigenze di mercato!). 

 

Per quanto detto fin’ora mi soffermo ulteriormente ripetendo che, per ottenere la miglior qualità di mangime in assoluto, non è necessario acquistare quello del momento o quello più pubblicizzato, scartando a priori quello col sacchetto meno vistoso ed attraente, anzi!! Ognuno è libero di spendere i proprio soldi come meglio crede ma ricordatevi che i produttori di mangime la sanno lunga sul fatto che anche l'occhio vuole la sua parte e giocano con il consumatore disegnando confezioni dai colori e dalla grafica sempre più accattivante, aggiornandola continuamente!! Anche le scritte sulle confezioni vengono scelte da esperti del marketing che, scrivendole con caratteri sempre più particolari, mettono in risalto la presenza di questa o quella determinata sostanza: non è raro leggere "Mangime integrato con vitamina XX"; "Nuova versione arricchita con XX" oppure semplicemente “Formula migliorata, addizionata con XXX”…. Ma è possibile sapere realmente quanto e cosa è contenuto nel sacco? Per ottenere la risposta è sufficiente dare un’occhiata all’etichetta, con i tenori analitici del prodotto ivi riportati (composizione della miscela, ingredienti 

ed integrazione vitaminico-minerale). Ripeto che è buona abitudine perdere 5-10 minuti del proprio tempo per leggere interamente l’etichetta, soprattutto se il nostro cane è affetto da intolleranze alimentari di qualche tipo. Se la "facciata" del sacco o della scatoletta è il biglietto da visita del prodotto, la carta d'identità sta sul retro, è scritta in piccolo ma è un elemento fondamentale per capire che cosa realmente vi accingete a comprare. 

 

Cosa c’è scritto nell’etichetta? 

 

INGREDIENTI: sono le materie prime con cui viene prodotto l'alimento. Esse vengono indicate per categorie (es. Cereali, Carni e derivati, Sostanze minerali….), elencate in ordine decrescente, dal componente con più alta a quello con più bassa percentuale di presenza nell'alimento. 

 

TENORI ANALITICI: sono i valori di analisi chimica dell'alimento riportati in percentuale. Le dichiarazioni vengono espresse "sul tal quale" e non "sul secco", ovvero i valori riportati si riferiscono al prodotto intero compresa l'acqua. Con i termini "gregge, greggi, greggia, grezza" si intende il valore totale del parametro. Sulle confezioni dei mangimi per cani, siano essi umidi o secchi, devono essere riportati i valori relativi alla composizione chimica. 

 

INTEGRAZIONE VITAMINICO-MINERALE: è l'aggiunta di vitamine e minerali all'alimento al fine di integrare il naturale contenuto delle materie prime e di ottimizzare gli apporti all'animale. Le vitamine e i minerali solitamente dichiarati sono: Vit.A U.I., Vit.D3 U.I., Vit.E mg, Rame mg. Le dichiarazioni si riferiscono ad un kg di alimento. (U.I. = Unità Internazionali; mg = milligrammo). 

 

DOSAGGIO: sono le modalità di somministrazione dell'alimento, rapportate per età e peso dell’animale. 

 

DATA DI CONSERVAZIONE MINIMA: è la data di scadenza. E' obbligatorio indicare anche la data di produzione (esempio: prodotto 12 mesi prima della data di conservazione minima ). 

 

RAGIONE SOCIALE E SEDE: è l'indicazione del produttore. In caso di produttore Italiano deve essere indicato il numero di autorizzazione ministeriale della ditta produttrice. In caso di produttore estero invece è sufficiente la dizione “prodotto in CEE, per conto di….” 

 

INGREDIENTI 

 

Secondo le normative vigenti devono sempre essere riportati in ordine decrescente, più le informazioni sono dettagliate (come riportare il tipo di carne, ad esempio pollo, pesce, agnello, e non limitarsi a scrivere “carni” procedimento di lavorazione, ad esempio “fresca”, “disitradata” o “farina”, percentuale utilizzata) più si hanno garanzie. 

 

PROTEINE: 

 

Possono provenire da “Carne” o “Pesce”, meglio se viene chiaramente indicata la sua natura, ad esempio carne di Pollo, Agnello, Maiale, Cervo, Cinghiale, Salmone e non riportata genericamente come “carni e derivati” o ancor peggio “sottoprodotti di carne e derivati”. Ancor meglio quando possiamo conoscere il procedimento produttivo che ha subito ad esempio se “fresca, disidratata, omogeneizzata, farina di...” . La carne fresca, a differenza di quella disidratata ed omogeneizzata, comprende le parti più nobili dell'animale ma il suo contenuto di acqua è molto elevato e quindi alla fine del processo produttivo, seppur riportata come primo ingrediente della lista, potrebbe non essere effettivamente quello contenuto in percentuale maggiore rispetto agli altri, soprattutto se a seguire ci sono degli ingredienti indicati come “disidratati o farinati”. La dicitura da preferire è quindi quella che la riporta come “disidratata”, tipologia più utilizzata nei mangimi di alta fascia, che garantisce un'equivalente presenza di proteine , inteso come peso sul totale, dall'inizio fino alla fine del processo di lavorazione. 

 

Le farine di carne a loro volta, nella nostra scala di preferenza, sono quelle più scadenti in quanto contengono residui di ossa, piume e parti di scarto. La dicitura “Carni e derivati” non ci da alcuna garanzia sulla loro origine. Quali carni? Di quali animali? Di che tipo e origine? Peggio ancora se in etichetta troviamo “Sottoprodotti di origine animale”, decisamente troppo generico! Le proteine possono derivare dalle uova che sono alimenti di altissimo valore biologico ed apportano amminoacidi importanti come lisina, metionina, troptofano e vit.A, sono inoltre ricche di calcio, forforo e magnesio per un corretto sviluppo della struttura scheletrica. 

 

CARBOIDRATI e FIBRE: 

 

Primo tra tutti il Mais che apporta energia ed è ricco di acidi grassi essenziali (acido linoleico). 

 

Frumento: correntemente impiegato nell'alimentazione umana (pane, pasta...), è fonte di energia, fibra dietetica e ricco di vitamine del gruppo B. 

 

Riso, è un alimento genuino e naturale, altamente digeribile. È una fonte di amido facilmente assimilabile, ottimo per i cani nordici, con eccellente apporto di vitamina B. 

 

La polpa di barbabietola è una fonte di fibra, ha un potere rinfrescante, favorisce la motilità intestinale aiutando a proteggere l'intero tratto digestivo. 

 

Fruttoligosaccaridi (FOS) sono dei carboidrati complessi, ovvero zuccheri naturali in forma di amidi, che si trovano in piccole quantità in varie piante. Assieme ad altri oligosaccaridi di tipo amidaceo come l'inulina, i FOS sono quasi del tutto indigeribili. Sono molto apprezzati, tra i supplementi nutrizionali, per i loro effetti "prebiotici", vale a dire che essi costituiscono il nutrimento preferenziale per le varie popolazioni batteriche che compongono la nostra flora intestinale. I FOS aumentano perciò ulteriormente la capacità dei batteri amici (probiotici) di promuovere la salute del tratto gastro enterico. In combinazione con probiotici, oltre a migliorare digestione e assimilazione, aiutano a prevenire i disturbi intestinali come ad esempio costipazione, colite o diarrea. 

 

Patate, alimento poco utilizzato nelle diete quindi con minor potere allergizzante, è un alimento perfettamente digeribile, un carboidrato nobile, con elevato apporto di proteine ad alto valore biologico, ricche di vitamina C. Hanno anche un buon apporto di potassio e un basso contenuto di sodio. 

 

OLII E GRASSI: 

 

I grassi presenti nel pet food possono essere di origine animale (grasso di pollo, grasso di maiale, sego, olio di pesce) o di origine vegetale (olio di semi di lino, olio di mais, olio di semi di girasole, olio di germe di grano e altri). La grassatura può avvenire all’interno della crocchetta durante il procedimento di lavorazione o all’esterno con la grassatura finale del prodotto, donando alla crocchette una palatabilità maggiore e quindi maggiormente apprezzata da i nostri cani. 

 

 

Gli acidi grassi essenziali Acido Alfalinolenico (omega3) e Acido Linoleico (omega6) vanno spesso sotto il nome di EFA dall'inglese Essential Fatty Acids. Gli EFA, da precursori di prostaglandine e leucotrieni, hanno importanti funzioni tra cui la capacità di ridurre le infiammazioni. Una carenza di acidi grassi essenziali causa pelo opaco e secco, difficoltà riproduttive, problemi nella crescita, forfora, ispessimento cutaneo e dermatiti. 

 

Olio di mais, ha un contenuto ottimale di acidi grassi omega 6 e di acido linoleico ideale per prevenire problemi di cute secca o irritata. 

 

Strutto, come tutti i grassi animali, è da assumersi preferibilmente in piccole dosi, a causa dell’elevato tenore di acidi grassi saturi, che tende a far innalzare il livello di colesterolo nel sangue. È costituito per il 99% di grassi, di cui il 44% saturi. 

 

VITAMINE e MINERALI: descrizione a seguito 

 

ALTRE INTEGRAZIONI: 

 

Oltre ai suddetti ingredienti nei mangimi, sia in quelli per il mantenimento che in quelli più specifici, possiamo trovare ulteriori integrazioni: 

 

Alghe essiccate, una delle alghe più comuni nei mangimi si chiama Kelp, è ricchissima di iodio. 

 

Aglio (Allium Sativum), l'aglio è usato come insaporitore, vengono spesso citate le sue doti come antibatterico, fungicida e antiparassitario. La corrente di pensiero olistica sostiene che l'aglio possa servire da vermifugo naturale e che la pelle dell'animale che mangia aglio assuma un odore sgradevole a pulci, zanzare e altri insetti, a mio avviso esistono per questo scopo principi attivi più efficaci, come i comuni antiparassitari di sintesi. Nota negativa: eccessi di aglio o cipolla possono portare a forme di anemia emolitica, in special modo se ci troviamo di fronte a soggetti predisposti, le dosi di aglio presenti nei prodotti industriali sono comunque infinitesimali, essendo l'aglio usato per lo più come aromatizzante. 

 

Creatinina, particolarmente utile ai cani atleti, migliora la resa e riduce il rischio di lesioni muscolari. 

 

Agenti condroprotettori, rientrano in questo grande gruppo ingredienti listati come glucosamminoglicani, acido ialuronico, condroitinsolfato e glucosammina. Queste sostanze sono di grande aiuto per il mantenimento in salute delle articolazioni e sono particolarmente utili nei soggetti in crescita o con particolari problemi articolari, anziani o cani di grossa taglia. I mangimi di fascia alta sono integrati anche con glucosammina e/o condroitina. 

 

Lievito di birra, è spesso presente nei mangimi, è un ottimo integratore delle vitamine del gruppo B. 

 

Oltre a questi ingredienti extra possiamo trovare anche lecitina, Ginko Biloba, aceto di mele, ginseng, octosanolo, cartilagine di squalo, dimetilglicina, frutta e verdura, erbe officinali. 

 

 

TENORI ANALITICI 

 

Per UMIDITA’ si intende la quantità di acqua presente nell’alimento. Tale parametro varia moltissimo tra mangimi secchi e umidi in quanto nei primi tale valore si attesta tra il 9 e il 10% mentre nei mangimi umidi (scatolette) il valore oscilla tra il 65% e l’85%; tale differenza trova riscontro nella diversa tecnologia di produzione. Nelle scatolette quindi voi pagate soprattutto “l’acqua” a caro prezzo! 

 

Per PROTEINA GREGGIA si intende la quantità di proteina presente nell’alimento; in realtà la metodica analitica ufficiale (cioè quella di riferimento) è una metodica che stima il contenuto in azoto; tale dato, moltiplicato per un coefficiente (6,25), ci fornisce la stima del contenuto in proteina greggia di un alimento; quindi tale dato non sempre è indicativo della presenza nell’alimento di proteina “vera”. Questo dato merita particolare attenzione, in quanto il cane, essendo un animale appartenente all’ordine dei carnivori, ha una capacità molto elevata di digerire le proteine. Inoltre questo dato andrebbe analizzato unitamente al dato relativo alla presenza tra gli ingredienti (possibilmente al primo posto) di proteine di origine animale (carne, pesce, uova) in quanto proprio le proteine di origine animale sono quelle che il cane riesce a digerire e quindi utilizzare meglio rispetto a quelle di origine vegetale (cereali, soia). Tale parametro varia molto in funzione delle diverse formulazioni e rispetto alle indicazioni circa l’utilizzo del mangime (cane adulto, accrescimento, light, senior, etc.); comunque nei mangimi secchi per cani adulti il valore dovrebbe oscillare dal 20 al 26% sempre sul tal quale mentre per i mangimi secchi, per cuccioli in accrescimento tale valore varia dal 24 al 28% (max 30%). 

 

I GRASSI GREGGI rappresentano il dato analitico percentuale riferito alla quantità di lipidi presente nell’alimento; in questo caso la metodica ufficiale è più attendibile e quindi il dato maggiormente interpretabile. Il cane riesce ad utilizzare molto bene i grassi come fonte di energia, siano essi di origine animale (sego bovino, grasso di pollo, strutto suino, olio dei pesce) che vegetale (oli vegetali). La comunità scientifica dibatte da molto tempo circa il giusto valore percentuale dei grassi presente nelle formulazioni per cani in quanto c’è chi asserisce che un valore troppo alto possa predisporre gli animali all’obesità. In realtà il problema non è solo nella quantità di lipidi quanto piuttosto nella qualità degli stessi; infatti la presenza nella formula di oli e/o grassi di qualità permetterebbe di utilizzarne di meno in quanto l’organismo animale riuscirebbe a digerirli completamente e quindi ad utilizzare questa nobile fonte di energia con maggiore rendimento e minori sprechi, con riflessi positivi anche sulla quantità totale di mangime da somministrare. 

 

Il parametro CELLULOSA GREGGIA fa riferimento alla quantità di materiale indigeribile; infatti il cane, così come tutti i monogastrici, non è in grado di digerire la fibra cioè il materiale che costituisce la parete della cellula vegetale; la fibra comunque riveste un ruolo importante nella nutrizione del cane in quanto rappresenta un ottimo substrato per le fermentazioni operate dai microrganismi che abitano il canale digerente del cane oltre che essere un utile fattore anti stipsi. Le fonti di fibra presenti nella formula degli alimenti per cani vanno dai sottoprodotti della macinazione dei cereali (crusca), ai sottoprodotti dell’industria dello zucchero (polpe di barbabietola) fino ai fruttani (FOS, inulina) ed ai mannani (MOS) che svolgono anche una funzione di modulazione sull’attività fermentativa del digerente. C’è da rilevare peraltro come i mangimi secchi per cani siano più ricchi di fibra in quanto nella loro formulazione sono maggiormente impiegati i cereali rispetto ai mangimi umidi nei quali vengono impiegati maggiormente ingredienti di origine animali nei quali la fibra non è presente. Indicativamente il tenore in cellulosa greggia dei mangimi secchi per cane dovrebbe variare dall’1,8% al 2,5% per cani adulti al mantenimento e dall’1,5% al 2% per i mangimi per i cuccioli in accrescimento. 

 

Il tenore in CENERI GREGGE fa riferimento al contenuto totale in sostanze inorganiche (minerali) in quanto la loro determinazione analitica prevede proprio il completo incenerimento della sostanza organica. La valutazione di tale parametro merita particolare attenzione in quanto un alto contenuto in ceneri non sempre è sinonimo di maggiore integrazione minerale della formula quanto piuttosto potrebbe indicare un maggiore utilizzo di sottoprodotti della macellazione (ossa, connettivo, piume, etc.), materiale molto scadente da un punto di vista nutrizionale ma molto ricco di residuo inorganico, un buon mangime non dovrebbe contenerne più del 7%. 

 

INTEGRAZIONE VITAMINICO-MINERALE 

 

Un buon mangime deve contenere VITAMINA A responsabile dell’accrescimento osseo e muscolare in quantità di 5000 – 25.000 UI per kg di mangime. Tenete presente che la carenza di vit.A può portare a processi di desquamazione e secchezza della cute, a processi degenerativi dell’occhio e a lesioni della mucosa intestinale, mentre un suo eccesso può essere responsabile di emorragie interne, malformazioni ossee e fratture spontanee. 

 

Un'altra componente fondamentale dei mangimi è la VITAMINA D , ossia quella vitamina che permette l’assorbimento del calcio e del fosforo. Questa vitamina è fondamentale per un corretto accrescimento . la sua carenza può provocare rachitismo e malformazione ossea, ma lo stesso avviene anche per un suo eccesso. Una corretta quantità di vitamina D va da 500 a 1.000 UI per kg di mangime. 

 

Il CALCIO è un importante componente di una dieta equilibrata. Una mancanza di calcio rallenta la formazione e la crescita delle ossa e dei denti, e provoca il loro indebolimento viceversa un eccesso di calcio, nella dieta, porta alla formazione di calcoli renali. La vitamina D è necessaria all'organismo per assorbire il calcio dagli alimenti. 

 

Il FOSFORO è un minerale che rappresenta più dell'1% del peso corporeo. Il fosforo è indispensabile in vari processi di produzione di energia, metabolismo dei grassi, dei carboidrati e delle proteine, e stimola le contrazioni muscolari; è inoltre necessario nella mediazione intracellulare, assicura la funzionalità renale e la trasmissione degli impulsi nervosi; 

 

Il CALCIO ed il FOSFORO dovrebbero essere contenuti nel mangime con un rapporto il più approssimato possibile a 2:1. 

 

La VITAMINA E ha un effetto antiossidante sugli organi riproduttori e quindi migliora la fertilità sia maschile che femminile. La sua carenza può provocare mortalità fetale, interruzione della gravidanza, ridotte capacità riproduttive. La quantità consigliata in un mangime è di 50 – 200 UI per kg di mangime. 

 

Le vitamine già citate fanno parte delle cosiddette vitamine liposolubili, che hanno tra le loro caratteristiche quelle di poter essere assorbite dall’organismo e quindi di avere delle forti controindicazioni sia in caso di carenza ma anche in caso di eccesso. 

 

 

Le VITAMINE IDROSOLUBILI non hanno controindicazioni anche se somministrate in eccesso, le più conosciute sono quelle del gruppo B , la tiamina (B1), dose minima consigliata per kg di mangime = 1 ; La riboflavina (B2), dose minima consigliata per kg di mangime = 2,2 ; La niacina (B3), dose minima consigliata per kg di mangime = 11,4; La pirossidina ( B6) , dose minima consigliata per kg di mangime = 1; L’acido folico (B9) , dose minima consigliata per kg di mangime = 0,18 ; La cianocobalamina ( B12) , dose minima consigliata per kg di mangime = 22; La biotina ( B8) dose minima consigliata per kg di mangime = 0,10. 

 

CONSERVANTI 

 

I conservanti sintetici comprendono il BHA e BHT, gallato di propile, propilenglicole (impiegato anche come alternativa "meno tossica" agli antigelo industriali per auto) e trimetilchinolina. La letteratura relativa alla tossicità, ai rischi o ai problemi derivati dal consumo continuo di questi antiossidanti, spesso ingeriti quotidianamente da cani è scarsa. L'impiego di possibili agenti cancerogeni come il BHA, BHT e la trimetilchinolina vengono permessi in quantità relativamente basse. Gli effetti di questi prodotti chimici nel pet food non sono stati studiati approfonditamente, ma il loro consumo, a lungo termine, è probabilmente dannoso, ancor peggio quando non viene specificato il tipo di additivo, come nel caso della dicitura "additivi CEE", ovvero additivi perfettamente legali secondo il punto di vista comunitario ma che restano sconosciuti al consumatore. Gli antiossidanti naturali sono più costosi, più "delicati" e ne occorrono quantitativi maggiori rispetto agli analoghi artificiali ma siamo certi che non provocano effetti collaterali. Troviamo spesso impiegata la vitamina E (o tocoferolo) appartiene al gruppo delle vitamine liposolubili. Che immessa nei cibi industriali ha spesso il duplice compito di impedire l'ossidazione dei grassi presenti nel mangime e di rappresentare un integrazione vitaminica per il cane .L’ olio di rosmarino è utilizzabile come antiossidante idoneo a stabilizzare gli oli naturali, è un olio eterico ottenuto mediante distillazione a vapore acqueo dalle foglie del rosmarino ha leggere caratteristiche fungicide e conservanti. 

 

Tornando al discorso iniziale su come fare per “decifrare” l’etichetta è bene sapere che la legislazione e gli organismi che controllano la produzione di mangimi per cani (compresa la legislazione sulle etichette) cambiano a seconda di dove ci troviamo: negli Stati Uniti il compito spetta alla AAFCO (Association of American Feed Control Offcials) e alla FDA (Food and Drug Administration) mentre in Europa sono controllate da alcuni organismi all'interno della CEE (Direttorato Generale III -Industria e Direttorato Generale IV Agricoltura) e da organismi nazionali a loro volta collegati al Ministero dell'Agricoltura. 

 

I tenori analitici della miscela sono importanti ma leggere, per esempio, che un mangime contiene il 22% di proteine non significa nulla se questa percentuale non è contestualizzata con la composizione totale e soprattutto se non conosciamo il valore biologico delle proteine in oggetto, infatti non tutte le proteine (così come non tutti i carboidrati) sono uguali e loro digeribilità è direttamente proporzionale al loro valore biologico: per sottolineare l'inutilità della scelta del mangime basandosi solo sui tenori analitici il dottor Pitcairn’s riporta l'esperimento fatto da un veterinario che è riuscito, attraverso una miscela di materiali di scarto tradizionalmente considerati non commestibili, a creare una miscela dai tenori analitici di tutto rispetto! (Dr. Pitcairn's Complete Guide to Natural Health for Dogs & Cats). 

 

Scorrendo le scritte riportate nell’etichetta ci imbattiamo nella lista degli ingredienti, scritta sempre in piccolo, dove vengono qui elencati in ordine decrescente, cioè quello maggiormente presente nella miscela è il primo della lista e la percentuale di quelli restanti si abbassa mano a mano che scorriamo l’elenco verso la fine. Per fare un esempio riportiamo di seguito un paio di etichette: 

 

 

Etichetta 1: Ingredienti: Pollo (>24%), mais, grano, grasso animale, sorgo, orzo, farina del pollame, polpa di barbabietola, estratti di proteine del pollo, uova intere disidratate, lievito di birra in polvere, cloruro di potassio, sale, esametafosfato di sodio, olio di pesce, semi di lino, DL-metionina.

 

Etichetta 2: Ingredienti: Cereali, pesci e sottoprodotti dei pesci, oli e grassi (di cui olio di pesce 1.2% min.), lieviti, sostanze minerali, vitamine. Conservato con estratti ricchi in tocoferoli di origine naturale e rosmarino.

 

Nella prima il pollo è contenuto in percentuale maggiore rispetto al mais, che a sua volta è maggiore rispetto al grano e così via… nella seconda invece i cereali sono contenuti in percentuale maggiore rispetto al pesce ed i sottoprodotti del pesce, che a loro volta lo sono rispetto ad oli e grassi ecc… Detto questo è evidente che il primo mangime sia nettamente migliore del secondo! Sicuri? Eppure nel primo l’ingrediente principale della lista è rappresentato dal pollo e non dai cerali come invece avviene nel secondo! 

 

Ci sono due trucchetti che bisogna conoscere: 

 

1. il produttore potrebbe aver “sezionato” un singolo ingrediente facendolo comparire come secondo o terzo ingrediente della lista ma, sommando tutte le varie frazioni di alimento, esso potrebbe essere in realtà presente in percentuali molto maggiori rispetto a quanto non si creda. Se invece di scrivere "grano", per esempio, scrivo "farina di grano", "crusca di grano" etc etc il gioco è presto fatto; 

2. il peso effettivo degli ingredienti è molto variabile. La carne allo stato fresco, a causa dell'alto contenuto in acqua, è più pesante di una farina di cereali. Per questo motivo l'ingrediente in cima alla lista risulta essere la carne, quando in realtà lo stesso pezzo di carne, se fosse stato “ disidratato”, sarebbe percentualmente meno presente dei cereali e quindi riportato ben oltre il 3 o 4 elemento della lista. 

 

Generalmente, fatta eccezione per gli alimenti destinati a fabbisogni specifici quali i “light” o i mangimi studiati per animali con problemi di salute, è buona cosa che in cima alla lista compaia un qualsivoglia tipo di carne (possibilmente disidratata) e non i cereali. Perche? Non va scordato che il cane resta prevalentemente un carnivoro: anche se si è adattato a divenire quasi onnivoro nel corso della convivenza con l’uomo, esso continua a essere molto più simile ad un lupo che non ad un uomo (totalmente onnivoro) o ad una pecora (erbivora). Se facciamo poi riferimento alla teoria neotenica il cane non è che un cucciolo di lupo, più o meno adulto a seconda della razza di appartenenza e alla conseguente collocazione sulla scala neotenica. Rifacendosi esclusivamente alla morfologia ci sono cani molto lupini, quali il Siberian Husky, altri mediamente lupini e altri ancora che hanno conservato ben poco del lupo, come per esempio il Bulldog Inglese: anche le differenze razziali sono da considerarsi in relazione all'alimentazione. Se ogni individuo è diverso dall'altro, anche tra razza e razza esistono differenze abissali. So per esempio di un mangime di buon livello che dà risultati formidabili sui cani da caccia (braccoidi) e levrieri (graiodi), ma si è rivelato catastrofico quando provato su molossoidi. 

 

-Fenix Bright Northern Star's-

Da queste righe emerge come crolli il mito del mangime perfetto e "completo" che, se esiste, esiste solo sulla carta: in pratica poi i risultati vanno valutati sul proprio soggetto. Ma ora abbandoniamo questa digressione. Abbiamo detto che una fonte proteica di origine animale come primo ingrediente è un buon inizio. In linea di massima i cibi di fascia alta per costi e qualità listano la carne come primo ingrediente: quando non accade il mangime è solitamente più economico (i cereali infatti costano meno della carne). Attenzione però, cereali listati per primi non significano "cibo velenoso", ma a mio avviso cibo meno adatto a un cane, fatte salve le debite eccezioni (cibi light e dietetici). Quali sono le fonti proteiche, ovvero gli animali, destinati ad essere trasformati in crocchette? Non se ne salva nessuno: abbiamo cibi a base di carni bovine, di agnello, di pesce, di pollo, tacchino, anatra, selvaggina, struzzo e via dicendo. Agnello, selvaggina, pesce e carni "strane" compaiono spesso in alimenti etichettati come "ipoallergenici" e, data la loro ricercatezza, i mangimi a base di queste carni sono in genere più costosi degli alimenti standard. Un punto in favore del mangime è l'indicazione chiara delle carni contenute: la scritta "pollo", "tacchino" ecc. è sicuramente vincente se confrontata con la dicitura "carni e derivati" (consentita dai regolamenti CEE) e risulta essenziale nei soggetti affetti da allergie e intolleranze alimentari. 

 

Non tutte le carni, o meglio non tutte le proteine, sono uguali, quindi confrontiamo il valore biologico e la digeribilità di alcune di loro: il valore biologico (o indice di bilancio azotato) dipende dal tipo di aminoacidi presenti. In cima alla lista troviamo le uova che ottengono un 100, seguono le farine di pesce 92, manzo 78, latte 78, pollo 78, agnello 78, riso 75, grano 69, soia 68, lievito 63, glutine 50 circa (dati orientativi). Il valore biologico (BV) si calcola con la seguente formula (in seguito a prove di somministrazione): 

 

BV= [(azoto presente nel cibo -azoto presente in feci e urine) /(azoto presente in feci e urine)] x 100 

 

Dati presentati da un industria mangimistica che mantengo volutamente anonima indicano: pesce digeribilità 95,5%; maiale 93,9%; pollo 91,4%; agnello 87,8%; manzo 87%. Il calcolo della digeribilità (PER) (o efficacia delle proteine) viene calcolato con studi su animali vivi (in genere topi) divisi in gruppi di casi-controlli e dividendo, nel gruppo dei casi, l'aumento di peso in grammi per i grammi di proteine assunte. 

 

Per i prodotti esteri che non riportano la lingua italiana sull'etichetta vale seguire quanto segue: 

 

Il termine "meat" (carne) indica le parti di muscolo (muscolatura liscia e striata) comprensive di tendini, legamenti e grasso che si trova intorno al muscolo. 

 

NOTA: è senz'altro meglio scegliere un mangime che specifichi la carne utilizzata, diciture come “carne di manzo”, “carne di cavallo” eccetera sono decisamente più trasparenti e attendibili di un “carne e derivati” che in pratica non dice nulla. Una simile dicitura, seppur consentita dai regolamenti, non dice NULLA (quanta carne c'è dentro? Di che specie? Quanti sono in % i derivati?) e lascia la massima libertà al produttore. Non è infrequente che da un lotto di produzione all'altro cambino gli animali utilizzati e questo può tradursi in turbe gastroenteriche nei cani affetti da intolleranze alimentari. L'analogo per il pollame è "poultry": non può includere teste, piume, frattaglie, mentre le ossa sono consentite. Per pollame si intende pollo, tacchino e fagiano. Le masse muscolari sono ricche di acqua che viene persa durante la lavorazione: "meat" listato come primo ingrediente partendo dalla quantità fresca utilizzata si riduce a ben poco una volta disidratata e se si rifacesse il calcolo utilizzando le percentuali di ingredienti disidratate in realtà starebbe più in basso nella lista dei componenti. 

 

 

"Meat by-products" (ovvero derivati) sono le così dette frattaglie (cuore, milza, polmoni, fegato, stomaco, intestino, cervello, reni), il sangue e le ossa. Il valore nutritivo dei "derivati" dipende dal tipo di componenti se prevale la parte di frattaglie o quelle di ossa o del connettivo ma…il consumatore, dall'etichetta, non può saperlo. Parti di scarto come peli, denti, zoccoli e corna in teoria non sono presenti tra i derivati. Per quanto riguarda il pollame i "poultry by-products" (sottoprodotti di lavorazione del pollo) includono teste, zampe, fegato e reni, uova non sviluppate. Per quanto riguarda il valore nutrizionale valgono le stesse considerazioni fatte per i meat byproducts. 

 

 

I"Fish by-products" (sottoprodotti di lavorazione del pesce) sono dati da teste, code, pelle, interiora, lische e pinne. Per quanto riguarda il valore nutrizionale valgono le stesse considerazioni fatte per i meat by-products. 

 

"Meat meal" (carni disidratate, farina di carne)/”Poultry meal" (pollame disidratato, farina di pollame): si tratta di carne, o meglio tessuti, disidratata. L'assenza del contenuto di acqua coincide con un valore nutritivo elevato. 

 

Si tratta di tessuti disidratati che non comprendono stomaco, corna, zoccoli, peli, sangue, pelle per le carni e teste, zampe, interiora, piume per il pollame. Il "Fish meal" consiste in pesce pulito disidratato con o senza oli. Il pesce è un 'eccellente fonte proteica, contiene l'aminoacido essenziale lisina e il selenio, se presenti gli oli sono ricchi di acidi grassi omega 3 e omega 6. 

 

La scritta "meat, poultry o fish meal" in cima alla lista degli ingredienti è un ottimo indizio. 

 

"Meat and bone meal" (carni disidratate e farina di ossa/ farina di carne e ossa) ovvero tessuti disidratati comprensivi del tessuto osseo. Questa combinazione è ricca di calcio e fosforo ma ha un valore proteico inferiore alle semplici farine di carni-pollame prive di ossa. 

 

"Glandular meal" (farina di ghiandole) è una dicitura che coincide con fegato e ghiandole essiccate, ricco di proteine, ha un sapore gradito agli animali. 

 

Il "Fish liver e glandular meal" è dato da interiora di pesce essiccate di cui almeno il 50% costituito dal fegato. In Europa la legislazione consente che il pesce venga etichettato semplicemente come "pesce e derivati". 

 

"Animal digest", tessuto animale lavorato e reso liquido, è un insaporitore. 

 

Altre fonti di proteine animali sono latte e latticini (chiamati dalla legislazione CEE "Latte e derivati") e dalle uova ("uova e derivati"). 

 

Le uova sono di solito essiccate e compaiono con il nome di "eggs" o "whole eggs"; per quanto riguarda il latte possiamo trovare semplicemente "Milk", "Dry milk" (latte essiccato o in polvere), "Dried milk protein" (proteine del latte essiccato) "Cheese" (formaggio, raro), "Whey" (siero del latte) e "Casein" (caseina). 

 

I derivati del latte possono dare problemi in alcuni soggetti allergici o intolleranti al lattosio. 

 

 

Le “Etichette”: dimmi cosa mangi e ti dirò chi sei.... 

 

Riporto di seguito alcuni esempi di etichette di mangimi per farvi vedere a cosa prestare attenzione: 

 

 

Etichetta A: Ingredienti: Carni e Derivati – Granoturcol, Frumento, Farinetta di granoturco, Oli e Grassi, Pesci (Aringhe da pesce intero), Farina di soja, Sostanze Minerali, Ortaggi.

 

Etichetta B: Ingredienti: Carne di pollo disidratata, riso bianco intero, mais intero, avena intera, grasso di pollo (conservato con una miscela di tocoferoli), patate, polpa di barbabietola, pesce disidratato, uova, lievito di birra, fegato di pollo, semi di lino, olio di salmone, fosfato monosodico, glucosamina, MSM, condroitina, MannanoOliSaccaridi (MOS), FruttoOliSaccaridi (FOS), yucca, L-carnitina, beta carotene, aglio, miscela di erbe (timo, maggiorana, origano, prezzemolo e salvia), minerali e vitamine. Contiene gli speciali integratori naturali, salutari e olistici MICROHEALTH™, BIOHEALTH™ e LACTOHEALTH™.

 

Salterà all'occhio come la A sia molto più sintetica, con pochi ingredienti e del tutto incompleta. Non è specificato la natura della carne inoltre benchè sia riportata come primo ingrediente non è assolutamente l'ingrediente maggiormente presente sul totale. Se fate caso agli elementi seguenti infatti, grazie alla tecnica dello SLITTING, il produttore ha sezionato i cereali listandoli secondo le loro frazioni (granturco, frumento e farinetta di granoturco). Se questi 3 ingredienti fossero stati messi insieme, indicati sotto il nome generico di “cerali”, sarebbero andati in cima alla lista!! Il consumatore poco accorto cade nel tranello e, secondo quanto riportato in etichetta, è convinto di comprare un mangime che ha la carne come ingrediente! Nulla di più sbagliato! 

 

L'etichetta B, anche ad occhio, è molto più completa dell'altra, riporta la carne di pollo disidratata come primo ingrediente seppur anche in questo caso c'è lo splitting dei cereali (riso, mais, avena). Quanto meno gli ingredienti sono vari e per la maggior parte nobili, con proteine ad alto valore biologico. E' integrato con condroprotettori e verdure. 

 

 

Etichetta C: Ingredienti: Salmone, patate disidratate, riso macinato, proteine di salmone disidratato, grasso di pollame (conservato con tocoferoli), olio di salmone, aromi naturali, crusca di riso, polpa di barbabietola essiccata, lievito di birra, uova essiccate, estratto di Yucca Schidigera, mele essiccate, minerali, idrocloruro di Glucosamina, solfato di Condroitina, DL-metionina, L-lisina, Mannano-oligosaccaridi, Frutto-oligosaccaridi, solfato pentaidrato di rame, Niacina, pantotenato di calcio, acido folico, cloruro di Colina, biotina, vitamina A, vitamina D3, vitamina E.

Etichetta D: Ingredienti: Carne di pollo ed elementi proteici del pollo (min. 30%), riso, mais, grano, polpa di barbabietola disidratata, lievito, grasso di pollame, olio di girasole, sostanze minerali, DLmetionina, L-lisina, solfato pentaidrato di rame, vitamina A, vitamina D3, vitamina E (alfatocoferolo).

 

 

L'etichetta C mostra una lista varia di ingredienti, il Salmone (presuppongo fresco) è riportato come primo ingrediente (naturale perchè contiene una quantità maggiore di acqua), a seguire i cereali frazionati secondo lo slitting, poi abbiamo le proteine del salmone disidratato ed i grassi. Anche qui una rosa di aggiunte come vegetali, condroprotettosi, fibre, ecc. 

 

L'etichetta D invece è un pochino più generica perchè non è specificato il processo produttivo (penso anche in questo caso si tratti di un prodotto fresco), poi seguono i cereali ed altri ingredienti.-A differenza dell'altro in etichetta è riportato il contenuto del MAIS come cereale, da non preferire per alimentare i nostri cani. 

 

 

Etichetta E: Ingredienti: Pollo e tacchino disidratati (>24%), grano, mais, grasso animale, sorgo, orzo, polpa di barbabietola disidratata (>2.5%), estratti di proteine del pollo, uova intere disidratate, cloruro di potassio, olio di pesce, cloruro di sodio, esametafosfato di sodio, carbonato di calcio, semi di lino, fruttoligosaccaridi (0.15%).

 

Etichetta F: Ingredienti: Carne disidratata di pollo (min. 29%), riso (min. 28,5%), riso integrale, grasso di pollo, polpa di barbabietola essiccata, crusca di riso, semi di lino, uova in polvere, idrolisati proteici, lievito essiccato, olio di pesce, carote essiccate, polpa di pomodoro essiccata, alghe essiccate, cellulosa, fosfato bicalcico, cloruro di potassio, cloruro di sodio, glucosamina, condroitin solfato, rosmarino.

 

La differenza palese tra l'etichetta E ed F è la presenza del mais nella prima e la presenza di più ingredienti della seconda. La seconda riporta le uova in polvere (più leggere perchè disidratate) mentre la prima le ha “intere” inoltre nella seconda ci sono anche i condroprotettori 

 

Etichetta G: Ingredienti: Pollo fresco disossato, carne di pollo disidratata (a basso contenuto in ceneri), carne di tacchino disidratata, patata rossa, salmone fresco senza lisca (fonte naturale di DHA ed EPA), aringa disidratata (a basso contenuto in ceneri), patata dolce, piselli, pesce bianco fresco di lago senza lisca, lucioperca fresco senza lisca, grasso di pollo (conservato naturalmente con vitamina E e acido citrico), fegato di pollo, salmone disidratato, tacchino fresco disossato, uova intere fresche, aringa fresca senza lisca, erba medica essiccata al sole, olio di salmone, radice di cicoria, alga organica, zucca, carote, spinaci, foglie di rapa, mele, mirtilli di palude, bacche Saskatoon, ribes neri, cloruro di colina, psyllium, radice di liquirizia, radice di angelica, fieno greco, fiori di calendula, finocchio, foglia di menta piperita, fiori di camomilla, dente di leone, santoreggia, rosmarino, sale marino, integrazione vitaminica (vitamina A, vitamina D3, vitamina E, niacina, vitamina C, tiamina mononitrato, riboflavina, vitamina B5, vitamina B6, acido folico, biotina, vitamina B12), integrazione minerale (zinco proteinato, ferro proteinato, manganese proteinato, rame proteinato, selenio), estratto di fermentazione essiccato di Lactobacillus acidophilus, estratto di fermentazione essiccato di Enterococcus faecium.

 

Etichetta H: Ingredienti: Cinghiale fresco disossato (22%), carne di cinghiale disidratata (20%), patate, pollo fresco disossato, carne di pollo disidratata, grasso di pollo, uova intere disidratate, pesce disidratato, olio di pesce, fibra vegetale di pisello, carote essiccate, farina d’erba medica disidratata, inulina, fruttoligosaccaridi, mannanoligosaccaridi, mela disidratata (0,5%), melograno in polvere, arancia dolce disidratata, spinaci in polvere, psyllium (0,3%), ribes in polvere (0,3%), mirtilli in polvere, cloruro di sodio, lieviti di birra essiccati, radice di curcuma (0,2%), glucosamina, condroitinsolfato.

 

Mi sono lasciata per ultimo queste due etichette, le migliori dal punto di vista nutritivo per quanto detto fin'ora. Gli ingredienti sono di assoluto pregio, con un elevata quantità di proteine nobili, con carne fresca al primo e disidratata al secondo posto, con un ampia varietà di ingredienti, con la giusta integrazione di elementi minerali e vegetali, con condroprotettori ed aromi. Il massimo che si possa desiderare. 

 

Prima di concludere, e per tranquillizzarvi, vi dico che non importa andare a ricercare per forza il massimo laddove il cane non mostri particolari problemi digestivi ma sappiate che sarà necessario ricorrervi, ad ogni costo, qualora il nostro amico ne dovesse avere bisogno! Tali mangimi si trovano anche in Italia, fortunatamente esiste un'azienda italiana che li produce e li ha introdotti da poco tempo, con molto successo, sul mercato con l'obiettivo di contrastare un prodotto analogo di importazione, canadese, che ha oramai preso una fetta importante di mercato. Per non fare pubblicità spudorata evito di scrivere il nome della ditta in questo articolo ma sarò ben disposta a farvelo a voce. E' ovvio che questi mangimi costano molto di più degli altri, sono in poche parole “fuori mercato”, hanno costi quasi proibitivi ma il cane può trarne grande vantaggio perchè alimentato nella maniera fisiologica ed ottimale. Ve lo consiglio? No, come vi ho detto non mi sembra il caso di andare a ricercare un prodotto di nicchia se il vostro amico può digerire un mangime di composizione più “standard”. Perchè buttar via i soldi per niente? Provate prima un mangime ordinario, possibilmente di fascia medio alta, fate le vostre considerazioni sul cane, osservate l'appetibilità della miscela, se il vostro soggetto lo digerisce bene, fate anche caso alla quantità di feci che produce, se ha episodi di vomito, flatulenza o diarrea, osservate la qualità e lucentezza del pelo e solo in seguito fatevi due conti. In tutti i casi il cambio della dieta deve essere fatto in maniera graduale, passando lentamente da un mangime all'altro nel giro di una decina di giorni. Considerate che per una prova ben condotta sono necessari un paio di mesi, non accontentatevi dei risultati, seppur incoraggianti, ottenuti nel giro di un paio di settimane. 

Ultima cosa: siate curiosi, prendete gli opuscoli dei mangimi delle varie ditte e confrontateli tra loro, perdete un po' di tempo a confrontarli tra loro, nel giro di poco tempo diventerete esperti e scaltri nello scegliere quello più adatto al vostro amico ed alle vostre tasche! 

 

 

Gloria Di Petta

Medico Veterinario

 

 
 
 
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