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La Fabbrica della Formazione - tra professione e derive -

  • Immagine del redattore: Karin Pedrona
    Karin Pedrona
  • 28 mag
  • Tempo di lettura: 4 min

Naturopata, Tecnico Veterinario, Tecnico della Nutrizione. Un certificato - non un titolo, e la differenza.

Qualche tempo fa ho seguito un webinar di presentazione di un corso per diventare Naturopata Animale

Ho ascoltato con attenzione, e ora voglio condividere alcune riflessioni con voi.

— Il nodo centrale —

In Italia, la Naturopatia animale non è una professione regolamentata per legge.

Non esiste un albo, non esiste un titolo statale riconosciuto, non esiste un percorso universitario ufficiale.

Fin qui, nessun problema: è lo stesso identico contesto in cui opero io come BARF Cat Coach, ed è lo stesso contesto della Naturopatia anche in ambito umano anche se con alcune sfumature diverse , ma il concetto di base resta questo.

Il problema nasce quando si usa la Legge 4/2013 come garanzia di legittimità professionale, dicendo che al termine di un corso, gli studenti potranno definirsi "naturopati animali."

I Ministeri dello Sviluppo Economico e della Salute si sono già pronunciati ufficialmente: la naturopatia tradizionale presenta caratteristiche che la avvicinano a una pratica medica alternativa, ed è stata esclusa dall'applicazione di quella stessa legge.

Le associazioni di Naturopati che avevano fatto richiesta di inserimento nell'elenco ministeriale sono state tutte respinte. Ad oggi non risulta nessuna associazione di naturopati inserita in quell'elenco.

Lo dice la Federazione Italiana Naturopati stessa. Lo dice UniPsi. Lo dice AssoNaturopati.

Inoltre, UniPsi precisa che pubblicizzare la propria attività come riconosciuta o abilitata a norma della legge 4/2013 commette un illecito. (Fonti in fondo a questo post)

— Ora una storia che mi riguarda direttamente —

Qualche tempo fa, su Instagram, ho letto di una veterinaria che criticava pubblicamente la scuola che ho frequentato, quella che mi ha rilasciato il certificato in Tecnico della Nutrizione e Dietetica Veterinaria e altre scuole sul genere, definendole "fuffaguru" che approfittano del vuoto normativo.

Il motivo? Quel titolo "non esiste", diceva.

E aveva ragione: Tecnico della Nutrizione non è un titolo normato, ma, la mia scuola dice espressamente che il certificato di studi non dà un riconoscimento ufficiale del titolo, ed è esattamente per questo che mi presento come BARF Cat Coach, un titolo che descrive quello che faccio, con certificazione di studi in Tecnico della Nutrizione e Dietetica Veterinaria.

Le ore di studio, anche in autonomia, la mia esperienza di 16 anni di pratica di alimentazione BARF su una larga popolazione di gatti, gli esami sostenuti per ottenere quel certificato e il riconoscimento dell'eccellenza accademica non perdono valore solo perché il titolo non è riconosciuto dallo Stato.

Quella formazione mi ha dato fondamenta solide, così come le danno i corsi di naturopatia animale a chi li frequenta.

Ma come già detto, la formazione non crea un titolo professionale riconosciuto, e non autorizza nessuno , tantomeno dei veterinari o medici docenti, a presentarlo come garantito da una legge che i Ministeri hanno già escluso valga per questo settore.

— Il vuoto normativo è più ampio di quanto si voglia ammettere —

È utile sapere che persino la figura del "Tecnico Veterinario" non è riconosciuta da una legge dello Stato, ma è inserita in un Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, cioè un accordo tra parti sociali private, non una norma legislativa. Anche se esiste la norma tecnica privata UNI 11874:2022, che definisce competenze e requisiti, né il CCNL né la norma UNI costituiscono un titolo abilitante allo Stato: non abilitano all'esercizio della professione e non creano un albo professionale.

Anche con questo standard in più, il vuoto normativo rimane; un vuoto che in questo settore è più ampio di quanto si voglia ammettere e che riguarda tutti.

— MA Cosa facciamo, e perché conta —

Chi lavora seriamente in questo settore, però, che si chiami BARF Coach, Naturopata, Operatore del benessere animale, Tecnico della Nutrizione, Tecnico Veterinario, porta un valore reale: educa i proprietari alla prevenzione, accompagna le famiglie verso scelte più consapevoli, sostiene la qualità di vita dell'animale nel quotidiano, risolve problemi pratici e di gestione, e lavora in sinergia con il veterinario.

Costruisce quella cultura a del benessere che nessuna visita veterinaria, da sola, può trasmettere.

Io mi occupo di educazione alimentare felina. Non faccio diete per gatti con patologie: quello spetta al veterinario, e lo dico sempre con chiarezza. Educo i proprietari alla dieta specie-specifica del gatto, il perché il gatto è un carnivoro obbligato e cosa significa nutrirlo come tale.

— Soluzione: la serietà formativa e il suo riconoscimento —

In Svizzera, dal 2015, la Naturopatia è una professione sanitaria riconosciuta a livello federale, equiparata per inquadramento a figure come l'operatore sociosanitario. Per ottenerlo servono anni di formazione strutturata, tirocinio e un esame federale. Questo dimostra che il problema non è la Naturopatia o un Corso su tecniche di Nutrizione Animali in sé, né chi si forma seriamente in questo campo.

Il problema è promettere un riconoscimento professionale a chi acquista un corso che in Italia non esiste ancora, usando una legge che i Ministeri hanno già escluso valga per questo settore.

L'Italia dovrebbe prendere esempio dalla Svizzera: definire per legge cosa può fare un "operatore del benessere animale", quali sono i requisiti formativi minimi, e dove finisce il suo lavoro e inizia quello del veterinario. Chi lavora seriamente in questo settore dovrebbe essere il primo a chiederlo, perché la regolamentazione non limita chi è preparato bensì lo autorizza e lo tutela.


— Domanda finale, a voi? —

Se il titolo di "Tecnico Veterinario", la figura para-professionale più strutturata nell'ambito veterinario italiano, non è riconosciuto da una legge dello Stato ma solo da un contratto collettivo privato, in base a quale criterio il mio titolo di Tecnico della Nutrizione e Dietetica Veterinaria sarebbe meno legittimo di qualsiasi altro titolo non normato da legge statale in questo settore?


— Fonti consultabili —

  1. UniPsi, Legge n° 4 del 2013 e professione di naturopata: aspetti legali www.uni-psi.it/articolo/legge-n-4-del-2013-e-professione-di-naturopata-aspetti-legali

  2. Federazione Italiana Naturopati, Legge 4/2013 e professione di naturopata www.federazioneitaliananaturopati.com/legge-4-del-2013-naturopata

  3. AssoNaturopati, Legislazione www.assonaturopati.it/legislazione

  4. ANMVI, Tecnico Veterinario, CCNL e Norma UNI (professione non regolamentata)www.anmvi.it/anmvi-notizie/590-tecnico-veterinario-firmato-l-allegato-del-ccnl.html

  5. UNI Ente Italiano di Normazione, UNI 11874:2022 – Tecnico Veterinariostore.uni.com/uni-11874-2022

  6. Magazine Qualità, Attività professionali non regolamentate: i requisiti del Tecnico Veterinariowww.magazinequalita.it/attivita-professionali-non-regolamentate-i-requisiti-tecnico-veterinario/

 
 
 

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