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Il vero “bisogno mancato” del gatto di appartamento non è lo spazio… è la caccia.

  • Immagine del redattore: Karin Pedrona
    Karin Pedrona
  • 11 gen
  • Tempo di lettura: 2 min

Un gatto che vive in casa non soffre perché non esce.

Soffre (silenziosamente) quando non può esprimere i suoi comportamenti specie-specifici, primo fra tutti: la caccia.

Il gatto è un predatore.

Non caccia solo per fame, ma per equilibrio mentale, emotivo e fisico.

Se questo bisogno viene ignorato, compaiono frustrazione, noia, iperattività notturna, aggressività, apatia o problemi comportamentali.


👉 La buona notizia? Le soluzioni esistono.

Come aiutare un gatto di appartamento a “sentirsi gatto”:


1️⃣ Gioco predatorio strutturato (non palline a caso)

Usa giochi che imitano la sequenza di caccia:


👉 osservazione → inseguimento → balzo → “uccisione”.

Bacchette con piume, prede che strisciano, giochi da muovere tu, non automatici lasciati lì.


2️⃣ Cibo che si conquista

Niente ciotola sempre piena, con cibo " morto" ( come le crocchette)

Usa puzzle feeder, o palline , o altalene che puoi trovare facilmente sotto la voce " giochi intelligenti" , nascondi piccole porzioni, simula la “preda” da trovare.

Mangiare deve essere il finale della caccia, non un atto passivo.


3️⃣ Arricchimento ambientale verticale

Mensole, tiragraffi alti, percorsi sopraelevati.

La caccia non è solo correre: è controllare il territorio dall’alto.


4️⃣ Un compagno della STESSA specie (quando possibile)

Un altro gatto, non un cane, non un coniglio, non un “amico qualunque”.


🔹 Perché un co-specifico è diverso?


Perché solo un altro gatto:

-parla la stessa lingua comportamentale

-rispetta i ritmi felini

-permette gioco di lotta, inseguimento e micro-caccia senza fraintendimenti

-offre stimoli sociali coerenti con la specie


Un cane può essere adorabile, ma non soddisfa i bisogni felini.

Anzi, spesso li inibisce o li stressa, anche quando “vanno d’accordo”.


⚠️ Ovviamente l’introduzione va fatta bene, gradualmente e con criterio-


📧📨Se hai bisogno di più info o una consulenza, scrivi a karin@barfcoach.it

 
 
 

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